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28 agosto 2016 , ,

Rykarda Parasol

THE COLOR OF DESTRUCTION

2016 - Interbang Records/Folk Wisdom - Broken Silence
[Uscita: 05/08/2016]

Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni     

 

rykarda CoverSan Francisco, Parigi, Varsavia; luogo di nascita, residenza e sede di lavoro. Madre svedese, padre immigrato israeliano. E' presente mezzo globo terrestre nelle coordinate esistenziali di Rykarda Parasol. Dopo l'esordio del 2004 con l'EP “Here she comes ...” ed il rilascio successivo di tre lavori (“Our hearts first meet” del 2006, “For blood and wine” del 2009 e “Against the sun” del 2013)  la quarantaseienne cantautrice torna sulla scena con “The color of destruction”.

Registrato agli studi Room 5 di San Francisco e masterizzato a Los Angeles, l'album si rivela il naturale seguito delle opere che lo hanno preceduto collocandosi nella parabola artistico-creativa della Parasol come prova matura, ricca di inequivocabili segnali evolutivi. Una timbrica grave, permanentemente sospesa tra l'onirico e il decadente, che riconduce alla memoria signore del rock quali Marianne Faithfull, Patty Smith e Siouxsie, ci accompagna lungo il percorso disegnato dalle tredici tracce di questa colorata distruzione alla quale prendono parte, in veste di ospiti d'onore, Dante Aliano White nella ritmata It's only trouble now e Bart Davenport (Honeycut, Persephone's bees) in Sha La La took my spark.

 

Rykarda Parasol 2Rykarda cura il suggestivo corallino artwork di copertina e tutte le liriche dell'album cimentandosi nella velleitaria rivisitazione, in lingua francese, del classico di Dutronc Le fils du Père Noël.

Ammirevoli risultano le incursioni in territori dominati da tempi lenti e malinconici, atmosfere in cui la vocalist -spesso supportata da violini e flauti- riesce ad amplificare il proprio seducente pathos comunicativo; a tal proposito rappresentative risultano An invitation to drownA lover's deathwish e la ballad The loneliest girl in Rykarda Parasolthe world.

Istinto, passione, rottura dei vincoli e, allo stesso tempo, distruzione. Sono questi gli elementi sui quali fa leva la Parasol per illuminare The color of destruction attingendo parole ed emozioni dalla propria errabonda filosofia di vita. Un disco che  conferma le eccellenti peculiarità artistiche dell'eclettica autrice di origini californiane, che potrà essere ulteriormente apprezzato grazie al tour promozionale europeo programmato in autunno. 

 

Voto: 7/10
Alessandro Freschi

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