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4 luglio 2015 , ,

Rachel Grimes

THE CLEARING

2015 - Temporary Residence
[Uscita: 22/05/2015]

Stati Uniti    #consigliatodadistorsioni    

 

rachel-grimes-the-clearingFin dal nome scelto era chiaro come Rachel Grimes, pianista di formazione classica, fosse la leader dei Rachel’s, formazione che sul finire del millennio scorso pubblicò alcuni dischi splendidi come “The sea and the bells” o “Selenography”, raffinate miscele di rock, neoclassicismo, musica concreta, folk, insomma quello che all’epoca si chiamava post rock. Dopo “The book of leaves” del 2009 Rachel Grimes torna con un nuovo album, una serie che composizioni che farebbero pensare ad un concept, o a una colonna sonora, dati i titoli ricorrenti. Invece si tratta di un lavoro in cui la compositrice intende esplorare i diversi stati d’animo che fanno da sfondo all’ispirazione. Chi dalla musica si aspetta continuamente la novità, la rottamazione del passato, rimarrà deluso da questo disco; chi ama ascoltare buona musica senza preconcetti troverà una serie di composizioni atmosferiche, struggenti, malinconiche. Certamente le influenze della Grimes sono evidenti, su tutti i meravigliosi Tuxedomoon, soprattutto in The herald, dove la pianista duetta col sax di Jacob Duncan; ma non mancano le influenze del romanticismo, la bonus track And today was her birthday è certamente figlia dell’amore per Chopin (ma si può non amarlo?). 

 

Altrove sono i minimalisti, Michael Nyman in particolare, a fungere da linea guida: vedi Transverse plan vertical, con le percussioni di Kyle Crabtree a tenere un ritmo incalzante. L’album è completamente strumentale, come da tradizione della compositrice e del gruppo da cui proviene; si alternano brani pianistici, brani per piccolo ensemble, e brani come The air of grimesthe place, brevissimo sketch per violino e tastiere, o la già citata The Herald, in cui uno strumento diverso dal piano sale al proscenio. I brani per solo pianoforte, come In the vapour with the air underneath, sono quelli che più toccano le corde di chi scrive, ma in generale tutto il disco è riuscito. Si tratta di musica derivativa, certamente, d’altronde alcuni autori, come i minimalisti, sono assurti ormai al ruolo di nuovi classici, e chi compone musica pianistica o per orchestra soprattutto d’archi, non può non esserne stato stregato. Quindi, se siete attratti da musica di stampo neoclassico, o avete i Tuxedomoon nella vostra playlist dell’isola deserta (la Grimes non ne replica l’incredibile varietà stilistica, ma la fusione di atmosfere, e l’umore gotico di fondo, tipici del gruppo californiano, permeano tutto il disco) la musica di Rachel Grimes vi terrà compagnia, soprattutto se sarà un’estate piovosa come quella dell’anno scorso.

Voto: 8/10
Alfredo Sgarlato

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