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20 settembre 2015

Red River Dialect

TENDER GOLD & GENTLE BLUE

2015 - Hintergrount Records
[Uscita: 31/07/2015]

Inghilterra (Cornovaglia)   #consigliatodadistorsioni     

 

CS579075-01A-MEDRed River Dialect con il loro  “Awellupontheway” del 2012 avevano rinverdito i fasti del miglior folk rock inglese, suscitando l'entusiasmo anche di Ben Chasny dei Six Organ of Admittance che li paragonò ai Waterboys e di altri che li accostarono a Fairport Convention e Pentangle . Quello era un album che affondava le sue radici nella tradizione marinaresca della terra di David Morris e compagni, la ventosa, misteriosa, ribelle Cornovaglia. Ebbene, dimenticate, almeno in parte, tutto ciò,  “Tender Gold & Gentle Blue” è un album intimista e dolente che David Morris, leader e autore di tutte le canzoni (solo l'ultimo brano, Bound for Rio Grande è un tradizionale), ha scritto dopo la morte improvvisa del padre. L'album diviene così una riflessione intensa e introspettiva sul grande mistero della vita, sulla nostra fragilità e sul dolore causato dalla perdita più irreparabile. Negli arrangiamenti gli strumenti suonano con la timidezza e il pudore di chi vuole e sa rispettare i sentimenti espressi dalle parole e ne diventano ancella per renderli più pregnanti ed emozionanti.

 

Non casualmente il disco si apre con For Ruth and Jane, dialogo che Morris intrattiene con la madre e la sorella su come sia difficile da accettare una realtà dolorosa, l'arpeggio della chitarra acustica e le note solitarie del piano sottolineano l'atmosfera intima e domestica - non a caso l'album è stato registrato a casa di Morris - della canzone. Fallen Tree è un'acre ballata intrisa di salsedine, un Nick Cave folk e bucolico, e Child Song è red riveruna commovente parentesi per solo chitarra. Nel folk di Amelia la voce di Morris comunica al contempo forza e fragilità conferendo al cantato un leggero vibrato.

In definitiva questo ultimo lavoro di Morris e compagni è una raccolta di bellissime canzoni che vibrano di sentimenti forti e sentiti e che pur esplorando la dimensione più personale e scura della ballata folk ne mantengono l'intrinseca bellezza e purezza, si ascolti la meravigliosa Great Eastern Sun. Fanno parzialmente eccezione i quai dieci minuti di Ring of Kerry che si dipana in un lungo mantra di suoni misteriosi e suggestivi, uso di field recordings presi da ambienti marini e terrestri, drones, che ci trasportano in un viaggio mistico verso luoghi reconditi dell'anima; tutto, dai suoni degli strumenti alle voci salmodianti, contribuisce a creare l'affascinante e conturbante atmosfera del brano. Chi ama il folk inglese, rock o psich che sia, non può perdersi questo album e non restarne stregato.

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

Audio

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