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21 ottobre 2013 ,

Yoko Ono Plastic Ono Band

TAKE ME TO THE LAND OF HELL

2013
[Uscita: 24/09/2013]

plastic ono bandSe alla signora Lennon fosse toccata la stessa sorte del marito, in quel lontano 8 Dicembre del 1980, ora la sua immagine sarebbe consegnata alla storia e verrebbe ricordata dal mondo solo come un’artista concettuale un po’originale e innovativa. Yoko invece ha raggiunto il longevo traguardo degli 80 anni e si mostra in pubblico come un’arzilla vecchina che si occupa di promulgare al mondo il desiderio di pace e fraternità tanto amato da lei e dal compianto marito. Ogni tanto alla “ragazza dell’oceano” - così la definiva John in una sua vecchia canzone - sopraggiunge l’idea di rispolverare dal cassetto il nome della Plastic Ono Band, gruppo formato con il coniuge nei loro anni di maggior collaborazione creativa,  e di mettere in cantiere un nuovo album. “Take Me To The Land Of Hell”, ultimo lavoro pubblicato dal gruppo, ora composto da Cornelius, Yuka Honda e da Sean Lennon (che è anche produttore del disco) riprende il rock sperimentale ideato dalla Ono  quarant’anni fa arricchendolo di echi di influenze art rock, indie con l’aggiunta di scintille di elettronica. Ad un primo ascolto le 12 tracce, scritte interamente da Yoko, si presentano nell’insieme come un accozzaglia di generi differenti che si legano ben poco l’una con l’altra: da una traccia all’altra si salta dalla peggio dance ad atmosfere oscure e gridolini infantili.

 

onoE' proprio nella caratteristica di essere difficilmente comprensibile il punto di forza o di debolezza dell’artista, a seconda di come la si guardi; nessun altro musicista al mondo riuscirebbe a vendere canzoni come Tabetai  ed in pochi avrebbero il coraggio di riuscire ad incidere Bad Dancer nel 2013 e non negli anni ottanta, eppure Yoko Ono lo fa decisamente bene. La particolarità delle composizioni è dovuta anche al grande numero di artisti che ha collaborato all’album, tra i quali si trovano grandi nomi come Lenny Kravitz e Mike D dei Bestie Boys, rendendo così  questo “Take Me To The Land Of Hell” un Frankenstein della musica, una crocevia intellettuale in cui si incontrano un’ampia varietà di suoni che trovano – ahimè - il solo filo conduttore nella mente bislacca dell’artista giapponese ottantenne. La perla dell’intero album è la title track, una ballata dalle atmosfere oscure, che ha dell’inquietante per via delle note a pianoforte e per gli archi che accompagnano la voce di Yoko che squilla, invariata nel corso dei decenni, sino a sfumare tristemente e malinconicamente nel finale, forse proprio con l’intento di portare con sè l’ignaro ascoltatore “nella terra dell’inferno”.

Voto: 6.5/10
Andrea Ghignone
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