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14 agosto 2013 , ,

Slaid Cleaves

STILL FIGHTING THE WAR

2013 - Music Road
[Uscita: 17/06/2013]

Slaid-CleavesIl nome di Slaid Cleaves dirà pochissimo al pubblico italiano, eppure questo “Still Fighting The War” è il decimo album di una carriera iniziata nel 1990. Il songwrighter e chitarrista di Austin, Texas, ma nativo del Maine si muove nella tradizione della canzone folk e del country americano, le sue canzoni parlano di lavoratori, veterani di guerra, vita di provincia e sogni che si infrangono nelle dure leggi di un’economia che guarda esclusivamente al profitto distruggendo le esistenze degli uomini e delle donne. Una tradizione che ha i suoi padri in Woody Guthrie, Pete Seeger e Bob Dylan, le cui influenze sono evidenti nel mondo musicale e morale di Slaid Cleaves. Ma è presente anche il country di Hank Williams e Johnny Cash: Slaid Cleaves, che vanta fra i suoi estimatori gente come Stephen King, è una sorta di Bruce Springsteen appartato e meno muscoloso, non riempie gli stadi, ma affascina coloro che hanno voglia e possibilità di accostarsi alla sua musica. Per questo suo decimo disco Cleaves si fa accompagnare dagli strumenti classici della tradizione folk, chitarra acustica ed elettrica, steel guitar, violini, basso, batteria, ma anche fiati; gli arrangiamenti servono ad accompagnare i testi con discrezione, ma in modo impeccabile e aggiungono una nota spesso malinconica e nostalgica, evocativa e struggente alle storie cantate nei tredici brani dell’album. Still Fighting The War, brano iniziale che dà il titolo all’album, è una storia amara delle disillusioni di un reduce di guerra «Men go off the war for a hundred reasons /But they all come home with the same demons »; Rust Belt fields parla delle sconfitte dei lavoratori e della loro solitudine «No one remembers your name/Just for working hard». Welding burns ci narra dei sogni infranti di un figlio che non vuole fare lo stesso lavoro del padre nei cantieri navali; ma c’è spazio anche per l’amore, in Without her si esprime li dolore intenso di un uomo per la donna che l’ha abbandonato, in Gone in tre minuti si racconta una storia d’amore iniziata sui banchi di scuola e lo sconforto dell’uomo ormai rimasto solo; ma ci sono anche momenti più distesi come in Texas love song, atto d’amore verso la terra in cui ha scelto di vivere o in God’s own yodeler omaggio al musicista country folk texano Don Walzer. Un album che non mancherà di entusiasmare gli appassionati della musica di frontiera americana e che aggiunge un’altra perla alla collana infinita delle storie dei perdenti e degli sconfitti che tanta parte rappresenta della migliore cultura americana.

 

Voto: 7.5 /10
Ignazio Gulotta

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