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26 maggio 2012 , ,

Richard Hawley

STANDING AT THE SKY’S EDGE

2012 - MUTE
[Uscita: 8/05/2012]

Richard Hawley STANDING AT THE SKY'S EDGE# Consigliato da DISTORSIONI

 

Richard Hawley, inglese classe 67 è una figura poco nota da noi, è stato membro di una delle miriadi Britpop bands dei 90', i Longpigs, un oscura ed anonima formazione scioltasi a fine millennio. Il suo amico Jarvis Cocker lo ha recuperato dall'alcool e dalle droghe in cui era pesantemente invischiato, e per un breve periodo ha suonato anche con i suoi Pulp. Incoraggiato dallo stesso lead singer ha percorso un altalenante carriera solista, con 6 albums di valore non eccelso fino a quest'ultimo “Standing At The Sky’s Edge”. Un disco davvero sorprendente e di grande fascino, che si presenta con una copertina multicolore di taglio psichedelico, che ben riflette il contenuto all'interno. Una intro favolosa come la cosmica She brings the light ci immerge subito in atmosfere dilatate e lisergiche ma di ampio respiro, un perfetto connubio fra i Church di Steve Kilbey mediato e gli Hawkwind spaziali e leggendari.

 

7 minuti intensi, con la voce filtrata di Richard e chitarre a ruota libera; lo stesso magico climax lo viviamo con la title track che segue, Standing At The Sky’s Edge, magnifica ed inquietante con un' esplosione elettrica da paura, echi del Matt Johnson del capolavoro "Burning Blue Soul". Poco è sotto l'eccellenza, stavolta Hawley ha fatto tutto nel modo giusto, superbe anche Time twill bring you Winter, Down in the woods col riff rubato agli Stooges, entrambe sanno di Verve con Ashcroft sotto acido. Seek it  ricorda gli XTC, poi viene lo slow di The word collier's grave ed a concludere due lunghe ballate elettriche Leave your body behind you e Before quest'ultima dal fascino magnetico che ammorbidisce i toni e porta il tutto a naturale conclusione. Un disco unico e forse irripetibile per Richard, thanks a lot.

Ricardo Martillos

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