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23 giugno 2015 ,

David Roberts

ST CLEARS

2015 - Autoproduzione
[Uscita: 02/03/2015]

Inghilterra  #consigliatodadistorsioni

 

a1135139707_16Nell'immenso mare delle uscite discografiche può capitare di imbattersi in un vascello solitario e misterioso che naviga fuori dalle regole e dagli itinerari più battuti. Fuor di metafora, dobbiamo ammettere che David Roberts, un cantautore tanto giovane quanto ricco di talento, ha preferito fare tutto da solo, dalla scrittura alla scelta dei suoni e dei collaboratori. Il suo album d'esordio si intitola “St Clears”. Dell'indipendenza è inutile parlare, tanto è chiaro il suo valore: si entra in uno studio con una manciata di canzoni e se ne esce con un'opera che non è un'accozzaglia di frammenti scelti a caso, ma rispecchia fin nei più piccoli dettagli un'intera visione del mondo. Ed è ancora una volta sorprendente come sia la voce a disegnare le coordinate di un album, come se tutto si piegasse con grazia alla sua volontà. 

 

10404361_240526012821203_497556236923127347_nUna voce, quella di Roberts, che sembra sempre volersi spezzare: fragile come le ali di una farfalla. Le parole sono quasi più suggerite che cantate e l'atmosfera rimanda inevitabilmente alla scrittura impalpabile e al tempo stesso solida di cantautori come John Martyn, Nick Drake o Steve Ashley. Si sa che i giochi – anche quelli dell'industria musicale - si fanno a Londra, ma St davidClears rifugge il rumore e nasce dalla suggestione provocata dalla natura, dal verde intenso e dal bianco immacolato delle scogliere, molto lontano dal fragore della capitale del Regno Unito. Un nome che dovremo ricordare, quello di David Roberts, in attesa di un secondo capitolo della sua storia e della sua “narrazione”.

Giancarlo Susanna

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