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26 febbraio 2012 , ,

The Black Belles

S/T

2011 - Third Man Record
[Uscita: 21/11/2011]

# Consigliato da DISTORSIONI

Mi è già capitato di occuparmi di dischi prodotti dall'ex “biancostrisciato” Jack White, si trattava del ritorno sulle scene dell'anziana stella del country Wanda Jackson. Non un brutto disco, anzi, tutto sommato divertente e piacevole, con un difetto piuttosto evidente, cioè l'invadente presenza della produzione. In questo caso, fatte le dovute proporzioni, Jack è andato anche oltre: il suono delle nostre ragazze in nero (coreografiche, tra l'altro) deve molto, moltissimo a quello dei White Stripes, anche se qui a suonare sono in quattro, Ruby Rogers (basso), Shelby Lynne (batteria), Lil’ Boo (synth), and Olivia Jean (voce, chitarra, organo). In effetti queste  tizie arrivano dal nulla, ma dimostrano, almeno su disco, una certa capacità strumentale: la batteria, pur scorticata, picchia duro e preciso, il rifferama del chitarrone è sempre presente, il basso sostiene il tutto e organo e synth danno un tocco un po' frivolo al sixties-garage-rock che le ragazze ci propinano, la voce di Olivia Jean è piacevole, in tutti i registri, dal sussurro allo strillo.

 

Per dirla tutta, a prima vista le quattro “bad girls” in total black, con cappelloni a larghe tese e trucco sepolcrale sembrano più che altro pronte per il party di Halloween, ma, se si dà loro il tempo di una canzone, si dimostrano tutt'altro che un bluff. Sarebbe interessante vederle dal vivo, per più ragioni. In attesa che ciò si verifichi, accontentiamoci di esaminare le undici canzoni del disco (piuttosto breve, mezz'oretta circa). L'iniziale Leave You With A Letter è particolarmente “whitestripesiano”, con suoni scarnificati e batteria “basica”, poi, con In A Cage compare il synth e anche la grancassa, un passo avanti, direi. Arriva poi Wishing Well, un pezzo più articolato (sempre nella relatività dei casi presi in esame), con addirittura una specie di assolo di chitarra, piacevole, seguita da Honky Tonk Horror, uscita anche come singolo su vinile 7” (ma chi se li compra ancora?), introdotta da un organo molto sixties, uno dei miei pezzi preferiti, anche per l'arpeggio di chitarra.

 

Eccoci a The Wrong Door, un altro ottimo sixties-garage con tanto di chitarra con il mitico “tremolo”, che precede Breathing Down My Neck, ancora atmosfere garage, con un tocco più scuro; The Tease, più rumorosa, con Olivia Jean in vena di urletti e Howl At The Moon, che suona molto Dead Weather, un po' come la seguente, comunque ottima, Pushing Up Daisies. Ultimi due pezzi Not Tonight, in cui Olivia Jean lascia da parte il chitarrone per dedicarsi all'organo, con buoni risultati, e Hey Velda, dalle atmosfere lontanamente psichedeliche, grazie, ancora, alla preponderanza delle tastiere e a qualche effettaccio d'antan nel finale. Dunque, un disco piacevole. Rimane in piedi la grande domanda: cosa combinerebbero senza Jack White?

 

Luca Sanna
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