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1 luglio 2012 ,

Spectrum Road

SPECTRUM ROAD

2012 - Palmetto Records/Goodfellas
[Uscita: 19/06/2012]

Spectrum Road SPECTRUM ROAD, 2012, Palmetto Records/Goodfellas # Consigliatissimo da DISTORSIONI

 

Correva l’anno 1969 quando Tony Williams, batterista jazz con Miles Davis, Herbie Hancock, Eric Dolphy fra gli altri, crea una sua band i Lifetime con Larry Young e John McLaughlin per sperimentare vie nuove di intreccio fra il jazz e il rock. Il primo disco pubblicato, “Emergency!”, merita davvero la definizione di seminale, aprirà infatti la strada a quanti, dai Weather Report ai nostri Perigeo, sperimenteranno la via della fusion tra jazz rock. Ora 43 anni dopo il progetto Spectrum Road, il nome è tratto da un brano di “Emergency!”, vuole rendere un esplicito omaggio a quell’indimenticata esperienza musicale, protagonisti un vero e proprio supergruppo: il bassista ex Cream Jack Bruce, il chitarrista Vernon Reid, già leader dei Living Colours,  alle tastiere John Medeski, membro del trio Medeski, Martin & Wood e infine la batterista Cindy Blackman-Santana, ha suonato fra gli altri con Sam Rivers, Don Pullen, Lanny Kravitz e ha all’attivo numerosi album da titolare e nel 2010 nel suo “Another Lifetime” aveva già omaggiato Williams che da giovane era stato il suo maestro.

 

Il disco si compone di 10 pezzi, otto tratti dai dischi di Williams con particolare riguardo ai primi due “Emergency!” e “Turn It Over” , brani scritti da McLaughlin, Carla Bley, Larry Young, una composizione originale, Blues For Tillman, e En t.Eilan Muileach tradizionale ballata folk gaelica. Potremmo insomma definirla un tribute band se non fosse per l’altissimo livello dei musicisti, per la loro potenza creativa, perché non si limitano alla copiatura dei pezzi, ma ne colgono quella che ne fu l’essenza: un approccio libero alla musica, che superasse gli steccati fra i generi e valorizzasse l’aspetto dell’improvvisazione. E’ la strada tracciata da gente come Hendrix, Miles Davis, Grateful Dead, gli stessi Cream e naturalmente Tony Williams.

 

Opera di straordinaria forza e potenza, che si muove brillantemente fra rock, jazz, blues, funky, folk, world: si giunge quasi stremati alla fine di quest’ora di musica,  tanta e abbagliante l’abilità dei musicisti, non fai in tempo a sbalordirti per la chitarra di Reid che si incendia in funamboliche distorsioni acide e funkeggianti o si acquieta in più meditativi ritmi jazzati - l’influenza di McLaughlin è evidente - che la furia del drumming della Blackman ti travolge o l’Hammond di Medeski ti incanta fra melodie prog, suoni spaziali e grinta rock, e che dire del basso di Bruce? Il solito gigante che detta la linea, energico, pulsante, a suo agio sia nel jazz, che nel rock, ed oltretutto si conferma altrettanto bravo come cantante. Senza cadute l’ottima scaletta dei brani, dall’acida Vuela Abajo ai 13 torrenziali minuti di Where, dal blues indolente di Blues For Tillman ad Allah Be Praised dalle movenze etniche, alla quiete folk di En t.Eilan Muileach. Spectrum Road saranno a luglio a Umbria Jazz e in quell’occasione se ne sentiranno delle belle, visto che, come ha dichiarato Bruce, nei live la band dà un grande spazio all’improvvisazione.

Ignazio Gulotta

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