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19 settembre 2015 , ,

Lay Llamas

SPACE JUNGLE MANTRA

2015 - 4 Zero Records
[Uscita: 21/06/2015]

Inghilterra-Italia     #consigliatodadistorsioni     

 

lay“Space Jungle Mantra” cattura l’esperienza live che il gruppo di Nicola Giunta ha sperimentato il 3 ottobre dello scorso anno alla Roundhouse di Londra,  come supporto degli svedesi Goat. Cinque tracce che rimarcano i concetti dell’album d’esordio “Ostro” e ne ampliano gli orizzonti, grazie alle istanze del live: l’iniziale deflagrare di Overmind  (su disco solo 1 minuto e mezzo) rifluisce in Beyond Time And Space, fino a 9 minuti di nebbie droniche e flauti panici campionati, un molleggiato pattern di batteria. L’approdo in terra teutonica è Archaic Revival dove la melodia arabeggiante della chitarra incontra i Can di “Tago Mago”  e stende le sue trame infinite aperte all’improvvisazione. Il tribalismo di matrice africana si concretizza nella successiva Spiritual Expedition/Something Wrong, azzeccato blues dello spazio profondo.

 

Mentre in We Are You Lay Llamas danno più sfogo alla propria anima ritualistica incrociando un mantra corale ad un tappeto motorik. I saluti sono delegati alla sterminata suite circolare di The Place Where We Come From Is The Place Where We’re Going To, lay llamas117 minuti di improvvisazione che sembrano uscire dal migliore dei cilindri di Klaus Dinger, coronati da colate sixties di chitarra e tastiere stellari, che sfociano in una coda dai sapori vagamente ambient. La componente che viene esaltata dalla dimensione live è quella kosmische  e ritualistica dove il ritmo gioca la parte importante. Invece di cercare effettistica da exotica, sussulti terzomondisti e scarti andati a male delle sottoculture occidentali, i Lay Llamas mettono in gioco una psichedelia primordiale e ottusa, debitrice della scuola kraut ma con evidenti richiami velvettiani e alla new wave. Un’esperienza live che rimane interessante e clamorosa anche su disco.

 

Voto: 7.5/10
Ruben Gavilli

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