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12 gennaio 2019

Luciano Onetti

SONNO PROFONDO – FRANCESCA

2018 - Black Widow Records
[Uscita: 19/12/2018]

Argentina  

 

Senza titolo-1Trentacinque anni, argentino di origini italiane, una passione sconfinata per i thriller degli anni settanta. Luciano Onetti è un artista multiforme, a 'tuttotondo', uno capace di passare con disinvoltura dall'obiettivo di una macchina da presa alla tastiera di un synth, dalla regia alla composizione di commenti sonori. Due lungometraggi alle spalle, un terzo in dirittura d'arrivo. Guanti rossi, bambole di celluloide, telefoni con numeratori a disco e pellicole dai colori violentemente sgranati sono solo alcuni dei numerosi dettagli che caratterizzano le maniacali ricostruzioni, in stile seventies, delle due opere d'esordio “Sonno Profondo” (2013) e “Francesca” (2015), inevitabilmente (e volutamente) ispirate dai cult dei vari Argento, Bido o Lenzi in materia di soggetti e gusto estetico. Riconducibili a distinguibili stilemi di genere appaiono anche le due soundtracks delle pellicole che la Black Widow Records ha raccolto in una soluzione unica su CD ed in edizione limitata su colorati 33 giri.

 

Prog rock, avant-jazz e persino aperture disco-music si alternano tra gli orditi delle tracklist di Sonno Profondo - Francesca” dando corpo ad un tourbillon di grande effetto nel quale imperversano ossessivi giri circolari, ipnotiche improvvisazioni ed onettiinquietanti samples, temi cari a maestri del genere come MorriconeMicalizzi e agli argentiani Goblin. Un connubio tra musiche e immagini decisamente collaudato, apprezzabile per il recupero certosino del particolare seppur, inevitabilmente, destinato a pagare pegno ad ingombranti paragoni con le muse ispiratrici. Luciano Onetti (nella foto) dimostra di avere le carte in regola per fare bene sia in campo cinematografico che musicale; la sua proposta di impronta derivativo-vintage è concettualmente apprezzabile anche se è auspicabile una svolta distintiva già dai prossimi lavori al fine di evitare di cadere nella indesiderabile trappola dell'eccessiva prevedibilità. La tecnica è presente, speriamo lo sia anche l'ispirazione.  

 

Voto: 6,5/10
Alessandro Freschi

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