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16 febbraio 2015 ,

David Wiffen

SONGS FROM THE LOST & FOUND

2015 - True North
[Uscita: 03/02/2015]

Inghilterra-Canada   #Consigliato da Distorsioni   

 

avid Wiffen SONGS FROM THE LOST & FOUND coverQuesto disco è il regalo più bello che il 2015 potesse farci. Ascoltare di nuovo la voce di David Wiffen nei 70 minuti di questo "Songs from the lost & found" è una cosa meravigliosa. Questo sfortunato songwriter canadese d'adozione (è nato in Inghilterra, Redhill/Surrey) non ha mai avuto in carriera la stessa fortuna di altri tre gloriosi canadesi: Neil Young, Leonard Cohen e Robbie Robertson.  Ed è davvero un peccato alla luce dei suoi bellissimi album, "David Wiffen" (1971) e "Coast to coast fever" (1974), quest'ultimo prodotto da Bruce Cockburn. Due lavori che pur essendo usciti su due etichette molto famose, Fantasy e United Artists,  hanno regalato al suo autore solo spiccioli di gloria. Il suo è un po' il destino di un Fred Neil o di Jackson C Frank, grandi artisti che hanno avuto tardive rivalutazioni. La voce profonda e baritonale di Wiffen rese indimenticabili molte canzoni presenti in quei due album. Come non considerare un grande uno che scrive roba come One step, Lost  My Driving wheel (coverizzata alla grande da Roger McGuinn nel suo primo omonimo album del 1973), More often than not (bella la versione di Eric Andersen su "Blue River") dall'esordio o Skybound station, White lines, Lucifer's blues dal secondo lavoro? Davvero incredibile che un talento simile abbia dovuto abbandonare le scene salvo poi riapparire nel 1999 con la pubblicazione di "South of Somewhere" che, a parte qualche brano nuovo, altro non era che un recupero e riarrangiamento di pezzi dei due dischi precedenti. David Wiffen da quel disco ha però ripreso a presentarsi in pubblico con qualche fugace apparizione, così, tanto per far capire a tutti che era vivo e vegeto.

 

davidwiffenAnche in questo splendido "Songs from the lost & found" non ha certo paura a mostrarsi col suo volto invecchiato dopo tanti anni nell'ambiente musicale. E sono esattamente 50, visto che il suo esordio era stato il live "At the Bunkhouse Coffeehouse, Vancouver BC" uscito proprio nel 1965, ed adesso merce rara per i collezionisti. Ora, alla soglia dei 73 anni, David festeggia una lunga avventura musicale nel modo migliore che conosce: regalandoci  altre meravigliose canzoni. I brani qui raccolti spaziano dai primi anni settanta fino ad arrivare alla decade successiva. La qualità di molti di questi ha del miracoloso considerato che in fondo sono soltanto dei brani recuperati dalla polvere. E grande è il rammarico al pensiero di aver aspettato fino ad adesso per ascoltare così tante gemme nascoste. Se consideriamo che David Wiffen e Coast to coast fever  hanno una durata complessiva di soli 68 minuti (ben al di sotto della capienza massima di un cd) è un vero delitto che molte tracce non siano state aggiunte alla tracklist al momento dell'uscita ufficiale. Meglio tardi che mai ad ogni buon conto. Qui ci sono delle canzoni da togliere il respiro. Dal primo pezzo, California song fino almeno a Any other rainy day (traccia numero 11) è una sequenza ininterrotta di emozioni a non finire. Ballad of Jacob Marlow e Sweet angel (take me home), entrambe oltre i sei minuti sono songs da fare invidia al connazionale Neil Young, ma la magia regna sovrana anche inYour room ed in Crazy me, con quel piano che sa tanto di Randy Newman. 

 

david wiffenE come rimanere impassibili di fronte alla purezza di Come down the river, per sola voce e chitarra o la voce tenebrosa e profonda che rende Any other rainy day (Distant star) indimenticabile. C'è pure una bella sorpresa con la cover di No expectations, uno slow da paura che stava nel capolavoro degli Stones "Beggar's Banquet" (1968): David ce ne offre una versione onesta, acustica, molto scarna, senza pretese di confronto con sua maestà Mick Jagger. In Songs from the lost & found ci sono 5 pezzi che già erano presenti in South of Somewhere, qui però presentati nella loro veste primigenia, decisamente David+Wiffen+Wiffen3migliore. Ascoltate le versioni di Cool green river, Fire on the water ma soprattutto della bellissima Fugitive, che ricorda addirittura il Tim Buckley  più melodico. Chiusura perfetta con Rocking chair world, voce, chitarra acustica ed appena un tocco d'organo. Il nostro racconto può anche terminare qui. Un album straordinario considerato che è composto da pezzi assemblati da epoche diverse. Resterà un mistero perché la storia della musica rock non lo abbia collocato in alto, accanto ai migliori della sua generazione. Per un racconto più dettagliato della sua breve ma significativa vicenda artistica vi rimandiamo al profilo presente nell'archivio storico di Distorsioni che trovate a fondo pagina.

 

Voto: 9/10
Ricardo Martillos

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