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30 marzo 2014

Kalle Mattson

SOMEDAY, THE MOON WILL BE GOLD

2014 - Parliament of trees
[Uscita: 11/02/2014]

kalle # Consigliato da Distorsioni

 

Ha solo 23 anni lo splendido canadese di Ottawa chiamato Kalle Mattson. Ha già al suo attivo due dischi di squisita fattura, "Whisper bee" (2009) e "Anchors" (2011) ma questo bellissimo "Someday, the moon will be gold"  rappresenta come dice lui stesso un vero e proprio debutto. Un disco che il suo autore definisce "di speranza e di morte", registrato e partorito con l'animo turbolento di una recente disgrazia sentimentale. La morte della madre avvenuta 5 anni fa è stata una botta tremenda per il ragazzo, avvenuta nella fase dell'adolescenza nella quale gli affetti familiari contano di più. Un decesso avvenuto proprio mentre Mattson stava ascoltando proprio “Sky blue sky” dei Wilco di Jeff Tweedy, il suo autore preferito. Ironia della sorte. Dice ancora Kalle "avevo scritto altre cose su mia madre in passato ma mai con la franchezza e trasparenza di queste nuove canzoni". Se il dolore porta ispirazione ascoltando questo album viene da dire che per Mattson ha fatto lo stesso effetto degli allucinogeni negli anni sessanta. 

 

KALLEUn suono molto simile a quello di un elicottero fa decollare il disco. An american dream, titolo fin troppo abusato anche nella musica rock è una gran bella ballatona  rock che strizza l'occhio a Steve Wynn ed al suo sindacato del sogno. A qualcuno Kalle Mattson ricorderà pure l'enfant prodige del momento, Kurt Vile, ma qui se possibile  siamo ad un livello compositivo superiore, ascoltare l'acida The living & the dead, lo splendido rock sixties style di Hurt people hurt people e God's only son che sono tre episodi da cerchiare col rosso. Bella la ballata in odore di alternative country di Pick me up, per non parlare dei superbi slow qui presenti, Darkness e Eyes speak, magnifica, con tanto d'armonica younghiana e della malinconica In the morning light. Cenno a parte per la conclusiva Amelie, toccante dedica alla madre scomparsa "Scrivere una canzone o registrare un disco è qualcosa che spesso non si può definire compiutamente, questo disco è profondamente ancorato nel presente, nella realtà" dice ancora il buon Kalle. Non lasciatelo affogare nel suo dolore, date un ascolto a questo "Someday, the moon will be gold", una delle cose più toccanti, sincere ed ispirate ascoltate in questo primo quarto di 2014.

 

Voto: 8/10
Ricardo Martillos

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