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7 febbraio 2018 ,

Pearl Charles

SLEEPLESS DREAMER

2018 - Kanine Records
[Uscita: 2/02/2018]

Stati Uniti

 

Quante ne avremo ascoltate di giovani fanciulle dall'aria un po' hippie e un po' maliziosamente sexy provenire da quell'area, ancora evidentemente fortemente influenzata dal magico periodo della Summer of Love, conosciuta come California? Tocca ora affacciarsi alla ribalta col suo esordio discografico sulla lunga durata (nel 2015 ha già pubblicato un ep) alla ventitreenne Pearl Charles. La giovane songwriter evoca intorno a sé un immaginario, fatto di lunghe gonne a fiori alternate ad abitini e short, erba, lei con un joint è la prima immagine del suo video You Can Change del 2015, viaggi in auto al tramonto, lunghi capelli sciolti, che inevitabilmente rimanda alla West Coast psichedelica e ribelle. Anche i testi parlano di feste notturne, di amori inseguiti e sfuggiti, del deserto e delle spiagge, insomma della vita scintillante e tumultuosa della natia Los Angeles, così come è stata raccontata prima di lei da centinaia di canzoni, film, romanzi.

Sognatrice insonne, un ossimoro che descrive perfettamente la vita di una città che evidentemente rende ancora possibile sognare a occhi aperti, e come ha dichiarato Pearl: «Ho scelto Sleepless Dreamer sia come singolo principale sia come titolo dell'album perché riassume sinteticamente i temi , la disillusione e l'eterna ricerca di sé, che ritengo siano così centrali nel disco».

 

Malgrado la giovane età la Charles è già ben conosciuta e apprezzata nella comunità musicale losangelina, sia per aver fatto parte come cantante e batterista della band surf The Blank Tapes, sia per aver collaborato con artisti come Conor Oberst, Father John Misty, Jonathan Wilson, Stephan Mcbean dei Black Mountain presente in questo disco insieme a Jonathan Rice, Connor "Catfish" Gallaher dei Calexico e diversi altri del giro psych-folk californiano. A questo punto sarà chiaro di fronte a quale tipo di musica ci troviamo di fronte, un cantautorato che ha le sue radici nel folk e nella tradizione country americana, ricco di storie da raccontare e di emozioni, con arrangiamenti ariosi e in classico stile alt-country, non stupisce quindi che l'artista abbia dichiarato che la sua fonte di ispirazione zen sia stato il Joshua Tree, dove la madre possiede una casetta e dove ha spesso scritto le sue canzoni. Certo nulla di nuovo sotto il sole, quel che aggiunge di personale la giovane cantante è il suo carattere sbarazzino e una forte vitalità che si sprigiona dalle sue canzoni, ma "Sleepless Dreamer" è un disco di gradevole ascolto, ben suonato e ben cantato dalla voce fresca e giovane di Pearl. Fra le dieci tracce si fanno notare Blue-Eyed Angel, la più malinconica del lotto, impreziosita dal languore della pedal steel, la ballata country Beginner's Luck, la solare e contagiosa title-track.

 

Voto: 6,5/10
Ignazio Gulotta

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