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9 dicembre 2014 ,

Jakob

SINES

2014 - The Mylene Sheath
[Uscita: 21/10/2014]

 Nuova Zelanda                                                       # Consigliato da Distorsioni

sinesSono trascorsi otto anni dall’uscita di “Solace” (2006). Nonostante alcuni brani fossero già pronti nel 2008, una serie incredibile di infortuni aveva costretto la band neozelandese a rimandare la realizzazione del nuovo album “Sines”, posticipando i lavori al 2011 e terminandoli solo due anni e mezzo più tardi. Il lungo tempo ha consentito a Jeff Boyle (chitarra), a Maurice Beckett (basso) e a Jason Johnston (batteria) di affinare ulteriormente la qualità del loro suono e di renderlo tecnicamente perfetto. Sebbene riconducibili ai canoni tradizionali del rock strumentale e del post rock Jakob sono riusciti a diventare una band di culto negli anni zero, grazie alla riconoscibilità e la bellezza di una trama sonora per certi versi unica. Sines è un elogio della natura, una celebrazione delle armonie e delle imperfezioni del cosmo, delle sue libertà e dei suoi vincoli. Una sorta di un nuovo “De Rerum Natura”.

 

Il primo brano (Blind Them With Science) descrive le aberrazioni di una visione del mondo affidata alla sola scienza. La natura è poi esplorata nella sua leggera e persistente crescita emergente (Emergent), nella sua potente e incontenibile libertà (Magna Carta),jakob nelle simmetrie e nelle sue regolarità (Harmonia). La chitarra di Boyle e il basso di Beckett creano paesaggi di luce composti da possenti onde vibranti che costruiscono una rappresentazione di una natura generosa e allo stesso tempo temibile, come mostrato nel magnifico brano Resolve e nel successivo oscuro Darkness. Un connubio inscindibile di energia e di straordinaria potenza estetica. La conclusiva Sines è una celebrazione della bellezza di quell’isola posta ai margini dell’Oceano Pacifico, con le sue colline ondulate, le sue scogliere, le sue luci, in una visione ipnotica e lenta che induce pace e serenità. Si è dovuto aspettare otto anni, ma questo è uno degli album di rock strumentale più belli del 2014.

 

Voto: 8/10
Felice Marotta

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