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5 agosto 2018 , ,

Simon Love

SINCERELY, S. LOVE X

2018 - Tapete Records
[Uscita: 06/07/2018]

Inghilterra   #consigliatodadistorsioni     

 

simonlove_frontcover_rgb_1Ci sono dischi che ti prendono all’improvviso, ti conquistano e ti fanno bramare un seguito a breve, ma poi si fanno attendere per anni. Nel 2015, all’epoca dell’uscita del precedente “It Seemed Like A Good Idea At The Time”, avevamo apprezzato, rimanendone conquistati, lo stile di questo giovane “folletto musicale”, già leader dei gallesi The Loves, che univa melodie pop irresistibili a testi spesso folli, osceni, umoristicamente macabri, esprimendo il tutto con voce indolente e infarcendo alcune canzoni di improbabili citazioni. Essendosi scelto un’immagine ben lontana dall’ipotesi di risultare accattivante e rimanendo consapevolmente vittima di uno pseudonimo (il vero nome è Simon Stone) difficilmente individuabile (provate a digitare “Simon Love” su Google e considerate quanti risultati lo precedano), questo personaggio eccentrico veniva pressoché ignorato dal pubblico, nonostante l’ottima stampa (ottimamente recensito da Q, Uncut e Shindig!, citato anche sulle pagine di Mojo) e se aggiungiamo che la sua pagina Facebook conta meno di 800 followers, se ne deduce che apparentemente la promozione sia l’ultimo dei suoi interessi: si può non volergli bene?

 

loveOra questa sorta di Adam Green britannico, questo novello Harry Nilsson torna ad affacciarsi sulla scena pubblicando un album che è l’antitesi del compromesso discografico: la traccia che lo inaugura, per dire, è intitolata God Bless The Dick Who Let You Go, ma non sono da meno la divertente I Fucking Love You, o All This Dicking Around (Is Bringing Me Down) (quest’ultima, musicalmente, pare una ballata del Bowie pre “Young Americans”). "Sincerely, S.Love X" è una compilation di stili eterogenei, ancorché personalissimi, che centrifuga Brian Wilson (Stephen Timothy West) e i Ramones prodotti da Phil Spector (Joey Ramone) con i Cornershop (si può pensare ad altro ascoltando l’intro dell’autobiografica The Ballad Of Simon Love?), gli E.L.O. (Tennis Fan, già love1pubblicata sull’EP omonimo di un paio d’anni fa) con il blue eyed soul virato glam (la notevole (Why’d You Get That) Tattoo Girl?). Un caleidoscopio impazzito, suggellato dalla frenesia pop del singolo (dove puoi collocarlo, se non in chiusura, quando ti chiami Simon Love?) Not If I See You First, ennesima prova delle potenzialità “commerciali” di un disco che sorprenderà i nuovi adepti per la freschezza e la cantabilità. Chi, invece, aveva ceduto alla seduzione del precedente non avrà esitato a farlo subito suo: e avrà fatto fucking bene. (Ops!). 

 

Voto: 7,5/10
Massimo Perolini

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