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22 Settembre 2022 ,

Breathless See Those Colours Fly

2022 - Tenor Vossa Records Ltd
[Uscita: 29/07/2022]

Ogni opera d'arte rappresenta sempre un momento preciso, il fotogramma di un attimo che viene dilatato a dismisura e trasformato in racconto, così come la raffigurazione di uno stato d’animo in cui si registrano le istanze di un passaggio che conduce verso un’altra fase della vita. A volte le contingenze negative rappresentano un momento per ripensare se stessi ed abbandonarsi alle deviazioni impreviste. Si pensi ai Breathless ed a Ari Neufeld che, a causa di una frattura al gomito, è stata costretta ad accantonare la chitarra per dedicarsi alla programmazione dei synth e dei pattern ritmici, anche per fare fronte all'assenza del batterista Tristram Latimer Sayer, costretto a sottoporsi ad una lunga riabilitazione a seguito di un incidente stradale che non gli ha consentito di partecipare al nuovo album. Per non parlare delle difficoltà aggiuntive legate al lockdown del 2020. Nonostante ciò, dieci anni dopo “Green To Blue”, la band inglese dà alle stampe “See Those Colours Fly”, mettendo in evidenza una scrittura che punta ancora di più e con maggiore maturità sui chiaroscuri dei registri emotivi, nonostante il differente cambio di assetto nella line-up. Sin dall’opener Looking For The Words si avverte un respiro crepuscolare in cui si colloca la voce così satura di espressività di Dominic Appleton avvolta da aure sintetiche, e da cui si percepisce la direzione che tutto l’album seguirà da lì in poi in termini di mood. Ogni brano ha una linea ritmica metronomica, efficace nel determinare il senso di un flusso liquido di coscienza, misurato ed impalpabile, come quando interseca languori dream-pop dei Cigarettes After Sex o Beach House. Siamo su un territorio di shoegaze mutante, denudato però delle sovrastrutture concettuali, da cui traspare una profonda ricerca armonica al centro di tutto. Ogni brano ha una sua vita, un proprio segmento di destino che si sviluppa in maniera sorprendente attraverso piccole stratificazioni di dettagli che ne deviano il corso (vedi la toccante coda di My Heart and You). The Party’s Not Over si muove sul tempo di un disincanto, mentre uno dei brani centrali è We Should Go Driving, risalente al 2014, da considerare come il fulcro dell’album per la sottostante forza evocativa che definiremmo post-rock a cui fa da contraltare l’esemplare prova vocale di Appleton. Dopo le cesure ambient di The City Never Sleeps si spalancano le porte dello stupore abbacinante di Somewhere Out Of Reach e dell’abbraccio del suo folk evoluto. In chiusura, I Watch You Sleep, altro momento assolutamente rimarchevole, raccorda le varie anime in una struttura narrativa che parla di innocenza da custodire, il tutto in un bozzolo di fibre post-punk scuro come sangue rappreso. Sull'immagine di copertina curata dall'artista Jay Cloth si vedono sorrisi accesi in fuochi fatui che bruciano intensamente solo per brevi istanti. Forse è questo il nucleo di “See Those Colours Fly”, la poesia di una malinconia che illumina solo il tempo necessario a ricordarci che le cicatrici non vanno mai coperte.

Voto: 7.5/10
Giuseppe Rapisarda

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