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30 novembre 2016 ,

Masayoshi Fujita & Jan Jelinek

SCHAUM

2016 - Faitiche Records
[Uscita: 9/09/2016]

Germania-Giappone     #consigliatodadistorsioni

 

DopoBird, Lake, Objects”, del 2010, il virtuoso vibrafonista nipponico Masayoshi Fujita e lo sperimentatore elettronico tedesco, nonché fondatore dell’etichetta Faitiche Records, Jan Jelinek, licenziano “Schaum”, la loro seconda prova discografica come duo. Il titolo (schiuma) è già paradigmatico dei suoni che sono contemplati nell’album: una serie di segmenti elettronici per vibrafono “preparato”, in cui il bravo Fujita inserisce frammenti metallici e parti di giocattoli, e reiterati trattamenti elettronici a cura del valoroso Jelinek, che creano un effetto di liquidità sonora qua e là punteggiata da oblique aritmie tonali che ne frastagliano il piano equoreo, altrimenti rinviante al paesaggio virtuale di un vitreo mare in bonaccia.

Già a partire dall’iniziale Cin siamo nel campo del più classico ambient, con screziature sperimentali che incrinano la linea fluida della traccia; in Helio a risaltare è il gioco virtuosistico del vibrafono, quasi una continua sinestesia, che conduce sino alle soglie di un accentuato espressionismo di colori e forme. Urub apre le porte dello sperimentalismo più palese, con le sue disarmoniche e frammentate linee sonore, i suoi rumori, i ritmi percussivi sintetici; ancora più netta la vocazione sperimentale appare in What You Should Know About Me, pezzo nel quale risaltano le parti in plastica inserite nel vibrafono, mentre più afferente al canone elettronico, grazie al suono del vibrafono come tuffato in acque limpide e argentine, è certamente Vague, Yet. Battiti provenienti dal centro della terra contraddistinguono la base sonora di Botuto, con sporadici inserti di vibrafono a corredare l’insieme; LesLang costituisce una sbilenca cavalcata di note lungo incognite vie siderali, con rumori come di motori di astronavi in avaria, prima del suggello finale, la superba traccia ambient di Parades nella quale il vibrafono dell’alfiere nipponico, in acquatile estensione, sembra allungare teorie di ombre aliene sul manto oscuro del cosmo. Lavoro eccellente. 


Voto: 7,5/10
Rocco Sapuppo

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