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13 settembre 2018 ,

Audrey Chen

RUNT VIGOR

2018 - Karl Records
[Uscita: 11/09/2018]

Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni   

 

Audrey Chen Runt ViigorRumorismo spinto e “viscerale” (nel senso letterale delle incombenze) quello proposto e perpetrato dalla performer sino-statunitense Audrey Chen (violoncello, elettroniche, voce, effetti), di già lungo e incisivo corso estetico speso tra la ricerca sull’espressione corporea vocale e, oltre ad un corollario di brulicanti quanto funzionali elettroniche, una personale disamina del potenziale sonoro del violoncello, il cui corpo e la cui meccanica vengono sottoposte a sollecitazioni pressoché estreme, ma di cui non viene affatto violentata, ancor meno disconosciuta la personalità melodica e l’estensiva dimensione formale, di fatto esaltate entro altre esperienze di tale artista, qui piuttosto devoluta ad investimenti sul piano della sperimentazione tesa ed ostinata, al limite del’intransigenza, di cui si stenterà sulle prime a identificare gli elementi d’originalità, invece via via più notevoli lungo la progressione dell’album.

Audrey Chen 01Creativa di naturali apertura e curiosità, forte di un’esperienza già trentennale, e tra le cui frequentazioni ci riescono più note quelle al fianco o nelle orbite del fervido Nate Wooley, della consorella Ayumi Paul o degli arditi norvegesi Espen Reinertsen, Eivind Lønning o il collettivo Streifenjunko, delle partnership di Audrey Chen si ricordano anche le tenzoni con Julien Desprez o con il synth-player Richard Scott (nel duo Hiss & Viscera), e insomma tutto un inquieto parterre di interscambi, di cui è certamente motrice anche l’attuale stanzialità germanica. Per i tipi di Karl Record e sotto le cure promozionali dell’infaticabile berlinese Ed Benndorf, perviene l’attesa Audrey Chen 02esperienza discografica individuale, testimonianza partecipativa che incontrerà sintonia nel pubblico degli avant-curiosi. Una carica espressiva, quella spesa in “Runt Vigor”, in cui il senso dell’artificio non sovrasta l’istinto nell’espressione drammatica, pervasa da una trance febbricitante quanto ostinata nel conformare un soundscape tagliente e d’impatto, dalle sfumature sibilanti e metallescenti, e nell’imbastire un programma di performing dalle alterne caratteristiche sceniche, e che conferma l’identità sperimentante della dotata quanto coinvolgente fantasista.

 

Voto: 8/10
Aldo Del Noce

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