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24 dicembre 2014 ,

Grouper

RUINS

2014 - Kranky Records
[Uscita: 31/10/2014]

USA                                                                           # Consigliato da Distorsioni

Grouper (1)Liz Harris, universalmente conosciuta con il moniker di Grouper arriva con questo “Ruins” al suo decimo lavoro, dopo un 2013 denso di attività. Non solo per il precedente “The Man Who Died in His Boat” ma anche con un paio di dischi a nome Raum e Slow Walkers, rispettivamente con Jefre Cantu-Ledesma e Lawrence English. Questo nuovo lavoro è basico, denso di malinconia e tristezza: voce e piano, otto tracce di cui sette registrate nel 2011 ad  Aljezur in Portogallo con un 4-piste, ed una ottava, la conclusiva Made of air realizzata nel 2004 in casa della madre. Il titolo del disco è ispirato dalle passeggiate in bicicletta che Liz faceva nelle pause delle registrazioni delle canzoni, attraverso un sentiero che tra le rovine di alcune fattorie conduceva al villaggio. 

 

L’album è proprio questo, un documento di quelle passeggiate quotidiane che cerca di rendere al meglio le atmosfere del luogo in cui la Harris ha vissuto in quel periodo: attraverso registrazioni lo-fi piene di effetti ambientali, dagli uccelli ai grilli, dalle rane ai tuoni e alla grouper_2014pioggia, fino al beep del microonde al ritorno di corrente dopo un temporale alla fine di Labyrinth. Con questo lavoro Grouper ci ricorda che niente è capace di più intimità della voce umana e la iniziale Cleaning (introdotta dall’intro ambientale di Made of metal) ne è l’esempio più fulgido. Così le altre tracce risultano un po’ delle variazioni sul tema, come le nebbie da cui emergegruper Lighthouse, mentre la conclusiva Made of Air risuona con il più classico suono della Harris, non a caso è stato composto nel 2004. Ruins  è un disco che va ascoltato in un ambiente con le sue stesse prerogative: una casa isolata, alle prime luci di un mattino di inverno, con i vetri appannati dalla temperatura esterna, la tranquillità della solitudine ricercata, senza auricolari per potersi godere le piccole intrusioni del mondo esterno, col piacere di scoprirle parte emotivamente integrante.

 

Voto: 7/10
Ubaldo Tarantino

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