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16 novembre 2014 ,

Bob Seger

RIDE OUT

2014 - Capitol Records
[Uscita: 14/10/2014]

USA                                                                        

bob seger coverIl vecchio Ellis McDaniel (che sarebbe poi Bo Diddley) consigliava, in uno dei suoi capolavori, di non giudicare il libro dalla copertina. E in questo caso mai suggerimento fu più appropriato, visto che quella assegnata a questo disco è veramente incommentabile, peggio che mai nella “deluxe edition”, in cui il cielo su cui si staglia la Monument Valley, verso la quale conduce la strada in primo piano, invece dell’irrealistico turchese carico della versione “normale”, prende una terrificante nuance rosso fuoco. Ma non siamo qui a parlare di arti visuali, bensì a fare il nostro sporco lavoro, cioè prendere in esame l’ultima fatica del prossimo settantenne Robert Clark “Bob” Seger, da Dearborn, Michigan, nelle vicinanze della Motor City per eccellenza, Detroit.

 

Uno che dalla seconda metà degli anni ’70 alla prima del decennio successivo non ha sbagliato un colpo, proponendo il suo potente rock “made in U.S.A.” sostenuto da una voce rauca e personale e da una fidata banda di sodali, la rinomata Silver Bullet Band, segermettendo in circolazione album della qualità di “Beautiful Loser”, “Night Moves”, “Stranger In Town” e il paradigmatico, anche nel titolo, “Against The Wind”, oltre ad uno dei più famosi dischi dal vivo dell’epoca, “Live Bullet”. Finita l’epopea il nostro ha tirato i remi in barca e si è goduto una meritata pensione anticipata, tra poche e non imperdibili, diciamo così, uscite discografiche, comunque punteggiate da qualche singolo di successo, tour affollati, gare di motonautica e impegno sociale, in particolare una campagna in favore dei lavoratori della Chevrolet in sciopero. Torna in pista con questo “Ride Out” dopo otto anni dal precedente lavoro, senza che particolari attese ne circondassero l’uscita. 

 

Purtroppo non tutto il disco si mantiene al livello dei primi due pezzi, le ottime Detroit Made, una cover del miglior John Hyatt, molto ben resa e Hey Gipsy, un blues di gran classe. Con il susseguirsi dei pezzi il livello non si mantiene così alto, con le lodevoli eccezioni di The Devil’s Right Hand, altra cover, questa volta di Steve Earle, un pezzobob seger country rock dall’andamento un po’ “jingle jangle” con un testo che si scaglia contro la diffusione delle armi, la title track, una specie di boogie, il country/stomp a base di fiddle e banjo di Adam & Eve, la ballatona “made in Wilco” California Stars, e l’inno ambientalista It’s Your World. Per il resto il disco naviga tra i flutti di un country rock non troppo originale, senza più le zampate del vecchio leone, ma, va detto, in modo tutto sommato piacevole. Insomma, alla fine, alla domanda posta poche righe fa rispondiamo positivamente, il vecchio Bob è sicuramente un pensionato di lusso, ma, diversamente da personaggi e gruppi più blasonati di lui, riesce ancora a darci qualche emozione. 

Voto: 6.5/10
Luca Sanna

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