Migliora leggibilitàStampa
6 settembre 2014 ,

Emma Tricca

RELIC

2014 - Finders Keepers/Bird Records
[Uscita: 22/07/2014]

emmatriccaRelic album coverInghilterra-Italia

                                                  # Consigliato da Distorsioni

Emma Tricca ed il suo secondo album. Un parto lungo e tormentato, con rimandi, posticipi, annunci di pubblicazione e ripetute smentite. Ammettiamo che ad un certo punto non ci speravamo o credevamo più. Ma finalmente "Relic", il degno successore dello splendido "Minor White" (2009) ha visto la luce, grazie alla solita Finders Keepers che pazientemente ha atteso la sua stesura finale. Emma Tricca è romana di nascita ma ha messo da tempo le sue radici in quel di Londra, la città dove "tutto succede e dove un artista può vedere realizzati i suoi sogni". Lei stessa ci racconta che "non volevo venire via dall'Italia per forza, come fanno e dicono in tanti, solo che quello che mi interessava era laggiù a Londra, volevo ricercare le mie radici, perché se rimanevo ancora nel mio paese non sarebbe successo". Da piccola Emma Tricca voleva disegnare o fare esplodere in qualche modo la sua vena artistica. Un perfetto  percorso parallelo con un altro grande sconosciuto eroe dei settanta, Mark Fry, che da giovane era un promettente pittore poi divenuto un sottostimato ma notevole storyteller acido. 

 

Emma_Tricca-2014Emma iniziò ad esibirsi al celebre Folk Studio di Roma, incoraggiata in questo anche dal grande John Renbourn e dall'emozionante incontro con la leggendaria Odetta che la indirizzarono verso la sua vera inclinazione artistica, quella di songwriter di classe. I tipi della Finders Keepers la videro in azione ad un festival e senza esitazione le dettero la possibilità di registrare il suo disco di debutto. Minor White è un esordio di superba fattura ed una canzone come All along the Hudson  ha ben pochi eguali fra le composizioni delle nostre recenti generazioni di folksinger. La Tricca ha una voce debitrice della gloriosa generazione dei primi seventies, di leggende underground chiamate Vashti Bunyan, Bridget St.John e Linda Perhacs, tutte meravigliose artiste i cui dischi adesso i rapaci vinil-maniaci si contendono per centinaia di euro sul mercato collezionistico. Relic conserva intatte le melodie immacolate dell'esordio ed è indirizzato nella stessa magica direzione, confermando quanto di buono Emma ci aveva regalato in quel primo lavoro. Lo snello fingerpicking della romana emerge sontuoso nelle 10 tracce qui presenti ma grandi meriti sono da attribuire anche agli arrangiamenti ed alla produzione di Carwyn Ellis, leader dei Colorama. 

 

EMMA 1Il disco si apre e si chiude con la dolcissima Golden Chimes (Intro e Relic)voce e chitarra ed una melodia soffice come il velluto. Le meraviglie di Relic hanno nomeSunday reverie ma soprattutto le bellissime armonie di Coffee time e November at my door. In questi due gioiellini acustici si respira a pieni polmoni l'aria della Londra invernale, grigia, fumosa e piovosa. La prima si spartisce con All along the Hudson il titolo di più bella melodia scritta da Emma, l'altra ha degli arrangiamenti diEMMA 2 superba fattura ad arricchire una canzone che pare rubata al repertorio della primissima Joni Mitchell. Ma il resto del disco ha molte frecce nel suo arco, la leggerezza di All the pretty flowers e The painter, magnifiche pure queste, hanno capacità e forza per scardinare l'animo di chi ha un cuore di pietra e lo stesso effetto di stupore la regala la tromba in lontananza che si ode nella breve ma profonda Distant screen. Cinque anni per realizzare un'opera seconda possono apparire un'eternità ma se i risultati sono questi mai tempo fu impiegato meglio. Welcome back Emma!

 

Voto: 8/10
Ricardo Martillos

Audio

Inizio pagina