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24 dicembre 2014

Mono

RAYS OF DARKNESS – THE LAST DAWN

2014 - Temporary Residence Ltd-Pelagic
[Uscita: 24/10/2014]

Giappone

rays-of-darknessSono trascorsi cinque anni dall’uscita di “Hymn To The Immortal Wind” (2009), album capolavoro capace di insistere prepotentemente nelle regioni più profonde dell’inconscio. Il successivo “For My Parents” (2012), al contrario, aveva deluso le attese per un lirismo a tratti irritante. A distanza di due anni, i MONO ritornano sulla scena con due album usciti in contemporanea: “The Last Dawn” e “Rays Of Darkness”, che almeno nelle intenzioni di Takaakira Goto, Hideki Suematsu, Tamaki Kunishi e Yasunori Takada dovrebbero rappresentare due condizioni distinte e contrapposte della vita, sebbene intimamente intrecciate.

 

monoProbabilmente non esiste una sequenza privilegiata all’ascolto, ma cosi come confermato anche in un'intervista da Taka, ci piace l’idea che all’oscurità di Rays Of Darkness debba idealmente seguire la luce di The Last Dawn. Rays Of Darkness è una sorta di finestra aperta sul buio, un viaggio nella desolazione e nello sconforto, con la splendida Recoil, Ignite che provoca sensazioni di rabbia e rimorso per qualcosa che si è irrimediabilmente perso. Un senso di rimpianto e di attesa caratterizza invece la successiva Surrender, mentre la rabbia esplode in The Hand That Holds The Truth, nella voce di Tetsu Fukagawa degli Envy. Gli inquietanti passaggi drone di The Last Rays completano quello che può considerarsi l’album più cupo mai realizzato dalla band giapponese.

 

the-last-dawn“The Last Dawn” è invece l’album del riscatto e del cammino verso la luce. The Land Between Tides/Glory cresce lentamente per acquistare forme godspeediane, mentre Kanata si sviluppa in melodie armoniose e pacificate. Se Elysian Castles segue i ritmi cinematografici di un film di Hayao Miyazaki, la successiva splendida Where We Begin raggiunge le intensità emotive dei migliori brani di Hymn To The Immortal Wind (e non è un caso che le ultime scalette dei concerti prevedano la sequenza mozzafiato di Wheremono We Begin, Ashers In The Snow e Everlasting Light). La title track chiude The Last Dawn riprendendo le sonorità intime dei primi album, quasi a voler sottolineare il rapporto indissolubile che lega la nostalgia al trascorrere del tempo. Abbandonate le ambientazioni orchestrali e le forme barocche, i MONO ritornano a sonorità più essenziali, realizzando un doppio album che cresce notevolmente con l’ascolto.

 

Voto: 7/10
Felice Marotta

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