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6 giugno 2015 ,

King Gizzard & The Lizard Wizard

QUARTERS!

2015 - Castle Face Records
[Uscita: 01/05/2015]

Australia  #consigliatodadistorsioni 

 

king gizzard coverIn un’intervista rilasciata per l’Austin Psych Fest 2014, Stu Mackenzie, cantante e chitarrista dichiarava: ”da piccolo mio padre era ossessionato da Neil Young e per mettermi a letto di solito mi suonava Old Man e The Needle And The Damage Done. Nel corso degli anni ne sono lentamente diventato anche io un mega fan super ossessionato. La grandezza del suo lavoro è sconvolgente e potenzialmente simile a quella di un mago. Amo addirittura il Neil vecchio e cotto di oggi. Sto ascoltando "On The Beach" ogni giorno ultimamente.”  Se questa premessa avrebbe detto poco a chi avesse ascoltato nell’autunno scorso "I’m In Your Find Fuzz", con il sesto LP in uscita per la band di Melbourne, "Quarters!", dovrà piacevolmente constatare tutta l’influenza del mitico songwriter canadese sul sestetto australiano. Se I’m In Your Mind Fuzz era costituito da canzoni con una trama kraut punk, le atmosfere di Quarters! si dilatano all’inverosimile, facendo dileguare lo studio ritmico krauto ed eliminando ogni traccia di capriccio punk. L’album è composto da 4 jams che durano 10:10 l’una e aggiungono (ancora una volta) materiale nuovo al repertorio di King Gizzard & The Lizard Wizard. Gli esperimenti cacofonici di "Oddments" (2014) e le coltellate garage di "12 Bar Bruise" (2012) hanno finito per soccombere di fronte ad altre esigenze musicali.

 

Possiamo accostare quello che King Gizzard & The Lizard Wizard fanno in Quarters! alla lunga Head On/Pill di "Float Along-Fill Your Lungs" (2013), oppure ai momenti più psichedelici di I’m In Your Mind Fuzz  (Her & I, Slow Jam 1, Am I in Heaven). Tuttavia, queste tracce che troviamo nei dischi precedenti fanno parte di un altro progetto, sono funzionali ad un altro sound. Quello di king gizzard USAPressshot-640x422Quarters! invece è un trip che vuole esserlo volontariamente, un’esplorazione coscienziosa del lato più psichedelico della band. Così è naturale che guida assoluta di questi quattro lunghi brani sia la chitarra solista, che buca continuamente lo spettro sonoro, affilata, acuta, diabolica. Un suono fortemente chitarristico in cui si profila all’orizzonte la figura del Neil Young della fine dei ’60/inizio ’70, a metà tra blues e malinconia psichedelica. Dove la chitarra pulita, ripulita da distorsioni, fuzz e quant’altro, si muove serpentina, lì King Gizzard trovano la ragione d’essere in Quarters!. Liberi KingGizzard1dal formato canzone possono approdare a derive funky-blues e dissetarsi con colate lisergiche, perdersi nelle percussioni di The River e ritrovare se stessi in lancinanti assolo di chitarra, ammantarsi di una coltre hendrixiana nel mattino dorato di Infinite Rise, rallentare nelle melodie liquide di God Is The Rhythm (più vicini ai Pink Floyd degli inizi), finire stravolti sull’autostrada di eco e loop costruita in Lonely Steel Sheet Flyer.  I’m in Your Mind Fuzz proponeva troppi elementi discordanti, difficili da digerire nell’economia di un disco. Quarters! è la prova che la band sa reinventarsi e trovare sempre nuovi sentieri da percorrere, una prova coraggiosa e ben riuscita. 

Voto: 7.5/10
Ruben Gavilli

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