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27 dicembre 2016 , ,

Gravitysays_i

QUANTUM UNKNOWN

2016 - Inner Ear Records
[Uscita: 16/09/2016]

Grecia   #consigliatodadistorsioni

 

Venature progressive, sperimentazione e risonanze mediterranee. Per la precisione greche. E' un amalgama particolare quello sprigionato dalla terza fatica discografica degli ateniesi Gravitysays_i “Quantum Unknown” sopraggiunta esattamente ad un lustro di distanza dal precedente "The Figures of Enormous Grey and the Patterns of Fraud". Originari del Pireo Manos Paterakis (voce, santur e chitarra) e Nikos Retsos (percussioni e synths) danno vita nel marzo 2003 al primo nucleo della band; dopo l'esordio con“The Roughest Sea” - album distribuito dalla label ellenica Sirius di Manos Hadjidakis e passato per lo più sottotraccia- ed alcuni avvicendamenti di line-up l'evoluzione artistica del progetto converge nella realizzazione, nel 2011, di un secondo capitolo decisamente più convincente ed in grado di raccogliere lusinghieri consensi degli esperti di settore. Adesso, supportato nella realizzazione da Mampre Kasardjian (basso elettrico), Alekos Georgoulopoulos (chitarre), Nikos Sotiropoulos (chitarra ritmica), Costas Stergiou (tastiere) e Vangelis Κatsarelis (tromba e flicorno), il duo fondatore ritorna sulla scena presentando questa opera inedita della quale è integralmente autore di musica, testi e arrangiamenti.

 

Un artefatto cantato immerso in dilatate arie space-rock introduce le eleganti evoluzioni di trombe e santur dell'ottima traccia d'apertura More Than a Matter of Instict anticipando i nove minuti della suite Of Woe/ Migratory Birds composizione che fila dritta tra gli espansi soli di chitarra e le trame -spesso in tempo dispari- di un incalzante drumming. Dowser inchioda l'ascoltatore all'interno dei suoi elettro loop e delle disperate vie di fuga di una emozionale tromba, mentre il mood della successiva An Ivory Heart rimanda ad un aggraziato english-prog style di ultima generazione (si ascoltino ad esempio i Big Big Train di Longdon). Every Man è una suggestiva istantanea acustica dai contorni idillici disegnata sulle corde di lire cretesi ed arpe celtiche; l'epilogo di “Quantum Unknown” è affidato al sintetico ordito strumentale della title track, sorta di incantata sfumatura di questo viaggio sonoro.

 E' accattivante la contaminazione sprigionata dall'utilizzo simultaneo di apparecchiature avant garde e strumenti antichi proposta da questa creativa band proveniente dalle lande care a Vangelis. I Gravitysays_i riversano nei tre quarti d'ora di “Quantum Unknown” le meticolose ricerche musicali degli ultimi anni ben impressionando quanto ad abilità tecniche e compositive, queste ultime assolte da eccessivi vincoli stilistici ed indubbiamente di buon impatto. Un persuasivo sviluppo artistico per una band che merita qualcosa in più di una semplice attenzione.

Voto: 7,5/10
Alessandro Freschi

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