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13 novembre 2016

Stick Men

PROG NOIR

2016 - Moonjune Records
[Uscita: 16/10/2016]

Stati Uniti-Germania     #consigliatodadistorsioni

 

La sezione ritmica dei King Crimson supportata da un raffinato esploratore di suoni. Chapman Stick, percussioni e touch guitars: Tony Levin, Pat Mastelotto e Markus Reuter. E' con questa consolidata line-up che gli Stick Men tornano ad affacciarsi sulla scena ad un biennio di distanza da “Power Play”. “Prog Noir è il titolo del sesto capitolo discografico di questo progetto -dai connotati dichiaratamente progressive- che ha preso forma nove anni or sono all'indomani del compimento dell'album solista di Levin “Stick Man” come naturale evoluzione della complicità artistica tra il sessantenne bassista di Boston e l'amico drummer-cremiso. Un disegno musicale che inizialmente si è avvalso della collaborazione dello stickista newyorkese Michael Bernier, in seguito sostituito (estate 2010) dal compositore tedesco Markus Reuter, studioso al Guitar Craft di Fripp e ideatore delle touch guitars U8 e U10.

 

Una energia decadente permea le crepuscolari e avverse atmosfere della title-track di apertura -coinvolgente opener, in cui ritroviamo un certo Bowie style nei nostalgici refrain- ed anticipa le geometriche staticità del passaggio strumentale Mantra. Nella frammentaria Plutonium il tipico mood crimson si intreccia con lapidarie divagazioni di colta estrazione (incursioni nei "Carmina Burana" di Orff); The Tempest percorre i registri ordinati e stagnanti di un pacato drumming e la spasmodica Schattenhaft allestisce una rilucente vetrina per la talentuose corde in campo. Le espanse e cinematografiche arie di A Rose In The Sand aprono simbolicamente il secondo tempo di Prog Noir; suggestivo il susseguirsi di assoli nel crescendo marziale di Leonardo così come ipnotiche insorgono le viscerali traiettorie tracciate dal guru Chapman Stick in Treys Continuum. I giri circolari di Embracing The Sun esaltano i virtuosismi percussivi di Mastelotto mentre l'epilogo Never The Same è preda di labirintici riff e incalzanti tempi dispari, trademark d'identificazione del versatile combo e dell'originaria corte di provenienza.

 

Non scopriamo certo oggi lo spessore artistico di Levin e dei suoi compagni di viaggio. Tecnica da vendere, rigore strumentale ed esaltazione del tapping. Prog Noir è una sequenza impulsiva di groove arrembanti, monumentali linee di basso e precise incursioni chitarristiche; dieci tracce nelle quali si addensano, armonicamente, i significativi background dei musicisti in gioco, frutto di decenni trascorsi sul palco e in sala d'incisione al fianco di firme prestigiose della musica d'avanguardia. Un lavoro qualitativamente apprezzabile, 'progressivamente' ispirato nonostante l'inevitabile presenza di riverberi crimsoniani. Tutto come da copione. 

 

Voto: 7/10
Alessandro Freschi

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