Migliora leggibilitàStampa
29 agosto 2016

Preoccupations

PREOCCUPATIONS

2016 - Jagjaguwar Records
[Uscita: 16/09/2016]

Canada  #consigliatodadistorsioni  

 

preoccupationsCon lo scioglimento degli Women, avvenuto dopo la morte di Chris Reimer, Matt Flegel e Mike Wallace si rimboccano le maniche e piantano le radici per un nuovo progetto. Per la nuova avventura chiamano a sostegno  Scott Munro e Danny Christiansen. Nascono così i Viet Cong. Ma andarsene in giro per gli Stati Uniti con quel nome è costato ai quattro canadesi qualche grattacapo, tra cui l’annullamento di un concerto all’Oberlin College in Ohio e le proteste della comunità vietnamita. Da qui la decisione di cambiare nome. Preoccupations è la nuova ragione sociale che vede Matt , Mike, Scott e Daniel giungere alla seconda pubblicazione dopo il riuscitissimo esordio dello scorso anno, anticipato da un mini distribuito esclusivamente ai live. Ci sono molte persone più eloquenti di noi che hanno recentemente avuto molto da dire sul nostro nome. Vogliamo fare musica e suonare la nostra musica per i nostri fan. Non siamo qui per causare dolore o ricordare alla gente  atrocità del passato.”

Con queste parole la band canadese si getta il passato alle spalle aprendo un nuovo capitolo altrettanto entusiasmante. Che il progetto messo in piedi dai quattro di Calgary avesse il potenziale per fare strada lo si era già capito da tempo. Oggi arriva la conferma da questo nuovo lavoro, disco ancora una volta impetuoso ed efferato, a tratti ostico, che viaggia spedito per tutta la sua durata. Il seme  è quello dei Joy Division, dei Bauhaus e dei Cure più oscuri. A questo però si aggiunge la volontà di varcare nuovi territori. Il sound dei preoPreoccupations è un post punk dinamico, tetro, che si nutre di elettronica kraut. Una bestia feroce difficile da domare. A centro la voce tenebrosa di Matt Flegel si fa spazio tra feedback, distorsioni e trame spigolose.

La partenza esplosiva con Anxiety. Arrivano poi in sequenza l’ attraente Monotony, i sussulti incandescenti di Zodiac e gli oltre 11 minuti di Memory , un brano praticamente diviso in tre movimenti, in cui i quattro mettono in mostra tutto il loro armamentario divagando  tra pulsazioni glaciali, oscillanti sprazzi melodici , accelerazioni e tappeti cosmici. C’è poi Degraded con il suo andamento vorticoso viet-cong-preoccupationsa sancire uno dei momenti più significativi del nuovo corso. Mentre Sense e Forbidden  si muovono in punta di piedi superando a stento il minuto quasi fossero episodi incompleti,  Stimulation deflagra in violente schegge sonore  e tempi di batteria convulsi. La chiusura viene affidata all’ elettronica algida di Fever. Soluzioni originali, architetture precise e un’estetica ricercata fanno di questo secondo lavoro omonimo un disco carico di una tensione palpabile e pronto ad accaparrarsi le lodi degli addetti ai lavori. Una conferma. 

Voto: 7.5/10
Michele Passavanti

Audio

Video

Inizio pagina