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4 ottobre 2013 ,

Clock DVA

POST SIGN

2013 - Anterior Research Media Comm
[Uscita: 04/07/2013]

Clock DVA - Post SignA distanza di vent’anni dalla loro ultima pubblicazione di inediti, quel “Sign” che uscì per la ormai scomparsa etichetta fiorentina  Contempo Records, tornano i Clock DVA di Sheffield (Yorkshire, England), uno dei gruppi facenti parte (insieme a Throbbing Gristle e Cabaret Voltaire) del terzetto che possiamo definire fondatore della musica industriale e di tutte le sue varie diramazioni giunte fino a noi, tramite lavori leggendari come “White Souls in Black Suits” (1980), “Thirst” (1981), “Advantage” (1983), “Buried Dreams” (1990). Questo “Post Sign”, come in realtà dice il titolo stesso, altro non è che materiale registrato subito dopo la pubblicazione del loro settimo ed ultimo album in studio “Sign”, a cavallo tra il 1994/95 e raccolto da Adolphus “Adi” Newton, mente fondatrice del gruppo insieme a  Steven "Judd" Turner (scomparso nel 1981 per overdose) e che nelle intenzioni di Adi doveva essere utilizzato come base per una specie di estensione strumentale dello stesso Sign. Il percorso artistico del nostro ha preso però poi direzioni evidentemente diverse e così il materiale è rimasto in qualche soffitta fino ad oggi (anche per problemi legati a rapporti con le case discografiche) dove Newton ha deciso che non fosse giusto lasciarlo.

 

Ecco allora che ci arrivano dodici tracce di stampo elettronico sperimentale che, seppur suonando oggi datate, anche sotto il profilo della produzione, risultano una validissima testimonianza di quello che è poi sfociato nel moderno suono electro-dance e Techno. I brani fondamentalmente girano tutti su pochi beats ripetuti in maniera ipnotica ed ossessiva sui quali poi divagano le sperimentazioni elettroniche del gruppo e fanno un po’ il paio con la realizzazione di “Digital Soundracks” (altro album pubblicato da Contempo nel triennio 1991/93). Litanie spesso lunghissime che sembrano avere lo scopo di proiettare in una dimensione spazio temporale  ultra terrestre, volontà alquanto evidenteADI NEWTON anche dalla scelta di inserire all’interno dei brani registrazioni del Mercury Program (il primo programma statunitense a prevedere missioni spaziali con equipaggio) della NASA che in questi ultimi anni hanno avuto una maggiore esposizione.

 

Il bellissimo libretto  di 28 pagine a colori contiene il testo esteso contenuto nelle sleeve notes originali di Sign insieme ad una serie di artwork originali, precedentemente non utilizzati, basati sugli elementi concettuali contenuti nelle tracce che si snodano lungo il percorso. Certamente, per apprezzare appieno questo disco e non correre il rischio di trovarlo un pochino ingenuo, bisogna fare lo sforzo di immergersi nelle sonorità del periodo fatto di suoni elettronici che poi culmineranno con le accelerazioni EBM di molti gruppi odierni e con certe ambientazioni dark-ambient piuttosto che nel trip-hop di gruppi come i Massive Attack che sicuramente molto devono alle atmosfere ipnotiche dei Clock DVA. Un lavoro per amanti del genere o per chi ha voglia di avvicinarsi alla (ri)scoperta di certe radici musicali, ma quello che rimane certo è che Adi Newton (e la sua creatura) si conferma un artista e sperimentatore di primo livello e fondamentale per la comprensione dell’ascolto di molte cose, anche radiofoniche, che oggi si sentono in giro.

 

Voto: 6.5/10
Ubaldo Tarantino

Foto 2: Adi Newton  

 

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