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24 dicembre 2017 , ,

Fever Ray

PLUNGE

2017 - Rabid Records
[Uscita: 27/10/2017]

Svezia

 

Eccola di nuovo. L’altra metà del cielo Knife, la svedese Karin Dreijer Andersson si rimette in pista, dopo aver abbandonato il duale sodalizio con il fratello Olof, con "Plunge", secondo album dopo il lontano "Live in Luleà" del 2009, a firma Fever Ray. Trattasi di un electro pop molto sintetico ma altrettanto piacevole dove su basi musicali oltremodo “leggerine” di synth, programming, sampler e percussioni elettroniche si muovono testi molto più profondi e oscuri nonché dalle tematiche importanti oltreché, a volte, maliziose.

Trattandosi di electro pop non si possono non citare gli anni ’80 dai quali alcuni dei brani sembrano stati tratti di peso come la title track che pare uscita dal songbook dei Kraftwerk più commerciali, o la ritmata e percussiva To The Moon And Back classico esempio di pop leggero e tastieristico ottantino, mentre l’universo femminile è ben rappresentato dall’influenza di diverse e importanti figure che vanno dall’ombra di Kate Bush che appare nella suggestiva Red Trails, unico brano dove tra il mare magnum di tastiere elettroniche che dominano l’album è riconoscibile un violino dal tocco arabeggiante, a quella di una robotica e surreale Patti Smith (An Itch) fino alle atmosfere della Bjork del periodo elettronico come accade in Mustn’Hurry e in A part of us, mentre la più ostica Falling si discosta dal gruppo per una ricerca più avanguardista e rumorista. Tra canzoncine sgallettate (IDK About You) e atmosfere un po’ più ricercate (Mama’s Hand, This Country e la già citata Red Trails), un album piuttosto piacevole ma senza esagerare.

 

Voto: 6/10
Maurizio Pupi Bracali

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