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21 giugno 2012

David Fiuczynsky

PLANET MICROJAM

2012 - Rare Noise Records
[Uscita: 24/05/2012]

David  Fiuczynsky  # Consigliato da DISTORSIONI

 

Ecco un raro esempio di vero e appassionante jazz micro-tonale che ama, stila e morde la musica del mondo, ed è un approdo ambizioso questo “Planet MicroJam”, progetto del chitarrista americano David Fiuczynsky (Screaming HeadLess Torsos, Jack DeJohnette Band), un disco da intenditori, non di facile ascolto se si intende ascolto come un passaggio tra silenzio e suono, un lavoro in cui si tuffano le molte particolarità dell’istinto jazz, folk, etnico fino a quelle sospensioni intriganti ricchissime di riverberi inattesi che fanno la poetica perduta nel tempo futuro. Eteree evoluzioni da ascoltare con le cuffie se ci si vuole perdere tra le traiettorie sussurrate del cordame elettrico, da ascoltare a loud aperto se i colori del minimalismo espressionista vi fanno elaborare un comune denominatore con l’idea massima della bellezza aperta.

 

Il Maestro DeJohnette partecipa a due tracce, Meditacion e Madoka blue, il resto è una continua fusion intricata di lussuria uditiva, tecnicismi melodici ed esplorazioni tra i tanti capitoli che il visionario artista americano gioca e rilancia con la giusta sostanza volatile a chi vuole intrufolarsi – anche per poco – nel suo amore per le prestidigitazioni solistiche e d’insieme. Fiuczynsky con le sue sparate sinestetiche crea limpidi ossimori musicali dallo squisito sapore “urban mood”, l’aspro onirico che riga la titletrack, l’acidità psichedelica riversata nella rivisitazione di Sun song del mitico Sun Ra, l’armonia ispirata del Sol Levante che circola in Green lament, traditional cinese o nelle nebbie celesti tracciate in Apprehension in cui un Jovol Bell alla batteria fa  numeri di up-tempo da brividi; si spazia dalla vivida articolazione alla rara precisione, fraseggi e impeti soffici che è davvero raro riscontrare in questo supremo quanto difficile mondo sonoro chiamato jazz.

 

Fanno parte di questa compagine oltre che Fiuczynsky, Kenwood Dennard alle percussioni, David Radley violino, Evgeny Lebedev tastiere micro tonali, Jovol Bell batteria, David Ginyard basso fretless, Erik Kerr percussioni 2 ed Takeru Yamazaky alle tastiere micro tonali 2: fanno parte anche delle suggestioni che l’insieme di tutti questi musicisti creano, le energie trasparenti che ogni solco della tracklist rilascia attraverso alchimie sconosciute quanto elegantemente appariscenti.

   

Max Sannella
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