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13 gennaio 2019 , ,

Paint

PAINT

2018 - Mexican Summer Records
[Uscita: 02/11/2018]

Stati Uniti    

 

paint coverGli Allah-Las avevano abituato il proprio pubblico ad album a cadenza biennale e dunque dopo “Calico Review” del 2016 ci si sarebbe aspettati un nuovo LP per il 2018. A fare le veci del gruppo è il solo chitarrista Pedrum Siadatian sotto il moniker PAINT che ripropone il sound degli Allah-Las in veste però di songwriter stralunato à la Mac DeMarco o Ariel Pink. Le press notes della Mexican Summer citano Syd Barrett, John Lennon, Kevin Ayers e la poesia di Gregory Corso come ispirazione per questo omonimo esordio solista e sono certo le influenze che ci aspetteremmo da uno il cui gruppo ha fatto delle vibrazioni psichedeliche dei '60 una ragione di vita, anche se il risultato in questo disco non è così scontato. Prevale un songwriting dai sapori jangle-pop molto vicino all'indie rock  nordamericano degli ultimi anni. 

Lo spirito indolente dell’autunnale "Calico Review" è rimasto appiccicato addosso al buon Siadatian, che in una prima parte del disco inanella una serie di perle psych-pop di tutto rispetto (i singoli Daily Gazzette e Moldy Man, l'indolente Plastic Dreams, la scintillante Silver Streaks) ma che con True Love (Is Hard To Find) si infila nelle vesti di un lisergico crooner californiano, con il risultato che certe ballate come la sopracitata (e I Didn’t Know A Thing, Just Passin’ Thru, Wash) smorzano un pò il tono del paintdisco, che la coolness rock’n’roll di Splattered  non riesce a resuscitare. Per fortuna arriva lo strumentale Heaven In Farsi, che riprende l'efficace psych-pop dell’inizio. Siadatian dimostra una personalità compiuta e una discreta abilità nell’arrangiamento e nella composizione che si distaccano dalle assolate jam degli Allah-Las, conservandone però in questo esordio il fascino.  

 

Voto: 6/10
Ruben Gavilli

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