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10 febbraio 2013

Ocean Colour Scene

PAINTING

2013 - Cooking Vinyl Records
[Uscita: 11/02/2013]

ocean colour sceneStrano il destino ‘italiano’ degli Ocean Colour Scene, una delle più titolate e dotate bands di brit pop, in attività ormai da più di due decadi, dall’inizio dei ’90 secondo millennio, con all’attivo una cospicua discografia: una diecina di dischi in studio, quattro live ed un disco di BBC Sessions. Non hanno mai avuto fortuna in Italia, scarsa la loro popolarità nello stivale rispetto ad altre bands brit pop loro contemporanee, Oasis prima di tutto naturalmente,  e poi Kula Shaker e Cast, che una certa risonanza da noi l’hanno avuta. In madrepatria invece gli Ocean Colour Scene hanno sbancato parecchie volte con i loro lavori: nel Settembre 1997 addirittura “Marchin' Already”, il loro terzo album, andò al numero uno delle Top anglosassoni scalzando “Be Here Now”  degli strapopolari Oasis. 

 

Non a caso Paul Weller, anziano guru della scena mod inglese, non tardò molto ad accorgersi delle qualità del chitarrista-polistrumentista Steve Cradock che volle nella sua band sui palchi ed in studio già a partire dal capolavoro del 1993 “Wild Wood”, insieme a ruota ad altri due membri degli Ocean Colour Scene, il chitarrista/cantante Simon Fowler ed il bassista Damon Minchella;  sin da subito i destini dei tre e quello del modfather si sono fortemente intrecciati: Cradock, Minghella e Fowler  sono diventati  parte integrante ed essenziale dell’economia musicale di Weller, presenti in dischi importanti del Weller anni  ’90 come “Stanley Road” (1995), “Heavy Soul” (1997), “Heliocentric” (2000) sino al capolavoro “As Is Now” (2005).  Della notevole visibilità maturata facendo parte dell’entourage artistico di Weller hanno beneficiato negli anni le incisioni della band madre.

 

Corroborati anche dall’ascolto di questo pregevole nuovo “Painting” va sottolineato subito che gli O.C.Scene a prescindere da quanto suddetto, vantano dalla loro una spiccata personalità compositiva, focalizzata sulla capacità non comune di sintetizzare inocean-colour-scene- songs di tre o tre minuti e mezzo  idee melodiche e spunti mai banali e scontati. Stiamo parlando dell’arte pop anteriore all’avvento della psichedelia, inventata nei ’60 da geni come Lennon-McCartney, Jagger Richards, ma non solo: in questa pratica prettamente inglese eccelsero anche squisiti artigiani della sintesi melodica come The Hollies, Herman Hermits, Manfred Mann, Amen Corner, ed al di là dell’oceano soprattutto i fratelli Robin, Barry e Maurice Gibb, i Bee Gees. Non a caso cito questa band, perché curiosamente l’ispirazione, gli sviluppi armonici, i cori strepitosi - in cui Fowler/Cradock/Harrison sono dei veri maestri - di alcuni brani di Painting, Weekend, The Winning Side, George’s Tower, The New Torch Songs , Mistaken Identity, ricordano molto da vicino i primissimi capolavori pop  della seconda metà ’60 dei fratelli australiani, e mi riferisco a Massachussets, Holyday,  I Started A Joke, World, Words, ma anche ai primi preziosi quattro album usciti tra il 1965 ed il 1968.

 

A creare questo parallelo contribuisce molto anche il particolare timbro vocale – simil Gibb brothers - del lead vocal Simon Fowler, più puro, delicato e sixties-oriented  dei vari fratelli Gallagher, Crispian Mills e John Power. Contrariamente alle suggestioni orientaleggianti della bella front cover di Painting (sitar e tabla sugli scudi) tra i 14 brani di Painting abbondano gli esempi  di un’eclettismo compositivo pop tipicamente british, raffinato, sofisticato, e per questo a volte poco radio friendly: Professor Perplexity, The ocean cradockUnion, Doodle Book, dove chi in ascolto ha molte primavere potrà ravvisare anche pregiati riferimenti alle atmosfere pacate e nostalgiche dei Moody Blues, stagionati gentlemen maestri dell’english pop barocco. La gemma acustica finale Here Comes The Dawning Day, voce-chitarra in perfetta solitudine, due minuti scarsi di assoluta magia, dovrebbe poi convincere anche i più duri di cuore: in due parole, l'antitesi della magniloquenza Oasis! Sarebbe un vero peccato se anche Painting  passasse inosservato dalle nostre parti, io ve lo consiglio caldamente.

Voto: 7/10
Pasquale Wally Boffoli

Ocean Colour Scene Official Site 

 

Tracklist

We Don't Look In The Mirror

Painting

Goodbye Old Town

Doodle Book

If God Made Everyone

Weekend

Professor Perplexity

George's Tower

I Don't Want To Leave England

The Winning Side

Mistaken Identity

The Union

The New Torch Song

Here Comes The Dawning Day

Come Up And See Me (Japan only)

Old, Old Song (Japan only)


Line Up

Simon Fowler: lead vocal, armonica a bocca e chitarra acustica
Steve Cradock: guitars, piano, mandolino, E-bow, organo e cori

Damon Minchella: bass guitar

Oscar Harrison: batteria, piano e cori.

 

Video

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