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15 luglio 2013 ,

Austra

OLYMPIA

2013 - Domino Records
[Uscita: 18/06/2013]

Austra OlympiaE’ un disco ricco di colori e ambientazioni il nuovo lavoro dei canadesi Austra. Sembrano infatti, almeno per il momento, abbandonate le atmosfere più oscure e decadenti del precedente “Feel it beak” del 2011. Il lavoro è un perfetto equilibrio tra una elettronica molto ritmica ed il folk dettato dalla bellissima voce della cantante e autrice dei testi Katie Stelmanis. E così non si può non rimanere colpiti da brani come Home, primo singolo apripista, dove su un tappeto dance Katie ci racconta le sensazioni che ha provato una sera nell’attesa del ritorno a casa della sua compagna, oppure da  Forgive me, un disperata richiesta di perdono accompagnata da un basso dalla ritmica davvero avvolgente. Notevole anche l’upbeat di Fire mentre Painful like (contro il bigottismo anti gay) e What we done? si dimostrano brani anche da ascoltare attentamente e non solo da ballare. E’ questa probabilmente la caratteristica principale di questo lavoro della band di Toronto, quella di riuscire a parlare al nostro cuore e non solo di farci muovere gambe e fianchi come accade nella maggior parte delle produzioni di genere, grazie alle sue ambientazioni quasi soul per un disco che cresce canzone dopo canzone trovando lungo la strada un perfetto equilibrio tra la voce della Stelmanis e le tastiere che dominano su tutto: non manca un accenno al recente passato con le melodie anni ’80 di Reconcile.

 

Nel complesso, le dodici tracce che compongono il disco si rivelano tutte di ottimo livello, proponendosi tutte come potenziali singoli pronti per essere trasmessi dalle radio di tutto il mondo (poi sicuramente non accadrà e rimarranno un gruppo di confine come accade ad artisti come Grimes che condividono con loro non solo la nazionalità ma anche lo stesso mood elettronico decadente). Se il primo lavoro aveva portato alla luce delle buone potenzialità, con questo “Olympia”(il cui titolo è un omaggio alla figlia dei titolari dello studio Keyclub nata durante le registrazioni del disco) il balzo in avanti è davvero da competizione di alto livello, frutto probabilmente di una maturazione costruita anche on the road. Katie ha dichiarato di aver ascoltato parecchio Cat Power durante questo ultimoaustra periodo, e se questo per nulla si sente nella parte strumentale/melodica, arriva invece molto di più nelle liriche sofferte e profondamente personali e politiche contribuendo a fornire quell’elemento di tensione che grazie alla voce ancestrale della Stelmanis  risulta sempre percorrere ogni brano senza però risultare noioso. Certamente a molti che avevano apprezzato il lavoro d’esordio, questa svolta dance potrà non piacere perché avvicina pericolosamente gli Austra a gruppi quali Florence & The Machine o ancor di più ai Bat For Lashes, ma in fin dei conti tali tratti erano già presenti nel disco d’esordio in brani come Beat and the Pulse, e B-sides quali Energy e Young and Gay:  trattandosi solamente del secondo disco, c’è da scommettere che le direzioni in cui questa band potrà inoltrarsi sono molteplici e le caratteristiche fin qui espresse lasciano presagire un futuro brillante.

 

Voto: 7/10
Ubaldo Tarantino

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