Migliora leggibilitàStampa
24 settembre 2012 , ,

The Raveonettes

OBSERVATOR

2012 - Vice Records
[Uscita: 11/09/2012]

Raveonettes observator# Consigliato da DISTORSIONI

 

Ritornano con un nuovo album Sharin Foo e Sune Rose Wagner, il duo danese che nel corso della loro attività più che decennale, ci  ha sovente e piacevolmente spiazzati, con la sua anima dalle molte sfaccettature, la capacità di attingere dalle più svariate fonti di ispirazione, l’abilità nel saper rendere moderno il classico. Dal connubio con il synth-pop di “Lust Lust Lust”, al più sanguigno e ferale “Raven in the Grave”, e prima ancora i rimandi Spectoriani, i muri shoegaze post Jesus and Mary Chain di “Chain Gang of Love”, la rivisitazione dei fifties di “Pretty in Black”. E proprio dalle atmosfere di quest'ultimo appena citato riparte “Observator” che oltre a riconfermare lo stesso produttore dei primi due album, lascia riaffiorare quel retrò-pop dal sapore dolce-amaro, oscuro, nostalgico e al contempo carezzevole come l’aria fresca che si alza al tramonto. Una "Peggy Sue" in abito da cerimonia e vistoso fiocco rosa, che come nel film si ritrova proiettata nel ricordo dei suoi 18 anni, alla fine degli anni ’50, e si illude di poter cambiare il corso degli eventi evitando le delusioni della sua vita.

 

Più lontano da certe concessioni al noise-pop, alcune anche pesanti, di qualche episodio precedente, il suono di “Observator” appare da subito nitido e a fuoco (a dispetto della copertina), colpendo per sontuosità e raffinatezza. Ogni intervento è inserito al posto giusto e ben bilanciato nell’insieme mettendo in risalto ogni singola parte. Ricorrente l’uso del pianoforte, non proprio una consuetudine per la band, come nella hit “Observations” in cui facendo da contrappunto al cantato di Sune Rose, insieme all’immancabile chitarra slide e un sapiente uso del reverbero creano una profondità incantevole che caratterizza un po’ tutto l’album. E su questa giostra malinconica salgono anche brani come Curse the night con un rumore di fondo appena accennato a richiamare il crepitìo di una pioggia autunnale, o She owns the streets, You hit me (I’m down) di chiara matrice pop così come anche la più saltellante Sinking with the sun o l’altro singolo estratto The Enemy cantata dalla voce femminile e inconfondibilmente nordica di Sharin. La polvere del tempo si insinua tra i solchi di Young and cold, e  Downtown rendendole appena più graffiate. E proprio come accade a Peggy Sue, a Till the end, ultima traccia, il compito di riportarci al presente, l’aria si fa più elettrica e frenetica, così come la consapevolezza che il proprio destino non si può cambiare,  ma i Raveonettes si riconfermano quella piccola isola sperduta nel Mare del Nord, a cui, di tanto in tanto, è sempre bene fare ritorno, non solo per leccarsi le ferite.

 

* “Peggy Sue si è sposata” (di Francis Ford Coppola, 1986)

Federico Porta

Video

Inizio pagina