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9 maggio 2016 , , ,

King Gizzard & The Lizard Wizard

NONAGON INFINITY

2016 - ATO Records
[Uscita: 29/04/2016]

Australia   #consigliatodadistorsioni    

 

king gizzard cover Nonagon-InfinityAvevamo lasciato poco tempo fa  King Gizzard & The Lizard Wizard alle porte dell’inverno, con il flower pop mellifluo di “Paper Mâché Dream Balloon”. L’album veniva a chiusura di un progetto musicale che scandagliava la storia della musica psichedelica, riprendendo, tagliando ed incollando brandelli di suoni e intuizioni. Tutto confluiva in una visione coerente, mai di pessimo gusto o banale. Passati pochi mesi, già nel cuore dell’inverno qualcosa si era mosso dalle parti di Melbourne, richiamando l’attenzione sul settetto. Le notizie parlavano di un nuovo album ispirato dal trash metal e dallo speed metal; ancora si parlava di un album che suonasse in loop infinito. Questo stando a rivelazioni piuttosto ermetiche del frontman Stu Mackenzie. Tuttavia, è bastato un teaser che anticipava 5 titoli per far schizzare l’hype riguardo il gruppo australiano.

Nonagon Infinity”, il cui simbolo è un ennagono e contiene 9 canzoni, è il miglior album di KGLW. Può veramente essere riprodotto all’infinito in quanto l’ultima nota è anche la prima del disco, le tracce passano l’una all’altra senza pausa; e anche se non ci fosse nessuna logica del loop dietro, sarebbe comunque un grande disco. Abbandonati flauti, oboe e contrabbassi, i 7 di Melbourne tornano alla strumentazione elettrica di “I’m In Your Mind Fuzz” del 2014 e anche al suo immaginario (se si pensa al castello della copertina) di riferimento: sci-fi, cartoni animati degli anni ‘70/’80 dominati da toni decisamente sanguinolenti e macabri. king-gizard-the-lizard-wizard-image-1Nonagon Infinity ha eliminato tutti gli influssi thee-oh-seesiani del lavoro precedente e ha fatto ordine dove I’m In Your Mind Fuzz creava dispersione.

 

Si rinnova quindi la formula del poker I’m In Your Mind, I’m Not In Your Mind, Cellophane e I’m In Your Mind Fuzz (che già utilizzava l’idea di riff seriale che si ripete in loop di brano in brano) e gli assalti psych-garage sono presto serviti: Robot Stop che apre il disco sfodera uno dei migliori riff della band. L’automatismo demente si perpetua in Big Fig Wasp; la corsa infernale continua a rotta di collo con il blues sabbathiano di Gamma Knife e nella preghiera demoniaca di People-Vultures. I KGWL tirano un respiro grazie al kraut-pop diking-gizzard-and-the-lizard-wizard Mr. Beat ma arriva subito dopo la diabolica e lunga jam di Evil Death Roll (7:14), dove gli umori prog di “Quarters!” si tingono di nero, in un continuo fragore di chitarre wah wah e percussioni tribali. Come in Invisible Face, per arrivare al boogie sciamanico di Wah Wah, dove Mackenzie esprime tutta il suo animo pop. La conclusiva Road Train  è l’unica canzone che può assomigliare ad una marcia metal (Motörhead) ed è piuttosto un rave-up distorto e pregiato. Sull’ultima nota si può intuire l’attacco di Robot Stop e tutto è pronto a ricominciare da capo.

 

L’ambientazione di Nonagon Infinity è cupa e claustrofobica. Frasi e riff spesso riaffiorano durante i 41 minuti del disco, come ad esempio il mantra iniziale, ripreso più volte:”...Nonagon Infinity opens the door”. Gli afflati robotici di una realtà meccanica e pressante si trovano nel quesito: ”My body’s overworked/ It’s just the same I know/ When infican my body work?/ Cold static overload”. C’è qualcosa di inevitabile nella concezione dei KGLW, un pozzo nero in cui precipitare continuamente, come recita Road Train: ”...The vortex opens through/ Drive right in and straight through you” . Il video di Gamma Knife  con il suo rituale cartoonesco di monaci esoterici chiude perfettamente il cerchio estetico.

Sono lontani i tempi in cui King Gizzard & The Lizard Wizard erano sudditi di band americane come Thee Oh Sees. Per una continua messa in discussione di se stessi e del proprio operato, senza snaturarsi, dettaglio non da poco. L’approccio lo-fi, slacker e trasandato rimane quello dal 2010, anno di nascita della band. Un po’ presto per dirlo, ma Nonagon Infinity è già candidato come uno dei dischi dell’anno.

 

Voto: 8.5/10
Ruben Gavilli

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