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31 maggio 2014

Wolfmother

NEW CROWN

2014 - Bandcamp, Digital Download
[Uscita: 23/03/2014]

WolfmotherWolfmother, gruppo australiano che ruota intorno al chitarrista cantante Andrew Stockdale, incarna alla perfezione lo stereotipo dello studente che avrebbe capacità, ma non s’impegna. Formatisi “down under”, in Australia, nel 2000, dopo quattro anni di sbattimento nell’anonimato, riescono a pubblicare un primo EP che riscuote un successo insperato nel lontano continente natio. La cosa non passa inosservata, tanto che il produttore David Sardy (Oasis, Slayer, Jet, per dirne alcuni) li convoca ai Cherokee Studios di L.A. per registrare il primo album “full length”, cosa che non richiede più di un paio di settimane. È con questo, omonimo, album, dato alle stampe a fine 2005, che i nostri balzano improvvisamente alla ribalta, proponendo un vitale hard rock “seventies style”, tosto quanto basta per far godere gli appassionati del genere, ma anche di facile fruizione, tanto da partorire un congruo numero di singoli che son finiti addirittura in colonne sonore (uno per tutti, “Shrek III”), programmi televisivi, commercials e video games. Sembra l’inizio di un’epopea planetaria: addirittura le loro Maestà, i Led Zeppelin, vogliono Wolfmother come opening act alla loro proclamazione nella UK Music Hall Of Fame, per proporre la cover dell’immortale Communication Breakdown, che all’epoca Stockdale & co.  avevano regolarmente in scaletta.

 

Invece cominciano i casini, tra litigi e cambi di formazione si arriva alla pubblicazione del secondo, atteso, album, “Cosmic Egg”, nell’ottobre 2009, con la solita formazione “power trio”, nella quale, oltra a Stockdale, compaiono i nuovi membri Ian Peres al basso e tastiere e Dave Atkins alla batteria. Non si tratta di una cattiva prova e le vendite premiano i rinnovati Wolfmother, ma anche questa volta il gruppo non regge e, in un tourbillon di bassisti e batteristi, scompare nuovamente dai radar, mentre Andrew Stockdale rimbalza tra comparsate e collaborazioni varie, trovando il tempo di pubblicare, l’anno scorso, un wolfmotherdignitoso lavoro solista tra il rock – blues e il folk, “Keep Moving”, annunciando la fine dell’avventura Wolfmother. A convincere il buon Andrew a resuscitare il moniker è lo scarsissimo successo riscosso dal citato album solista, quindi eccolo di nuovo in compagnia di Ian Peres e dell’ennesimo nuovo batterista, Vin Steele, anche alla chitarra ritmica, con questo lavoro fatto in economia, al punto da uscire solo in formato elettronico, scaricabile dal sito Bandcamp. Chi conosce i precedenti lavori dei Wolfmother non troverà nulla di inaspettato: rimangono centrali la voce di Stockdale, tra Robert Plant e Ozzy, il suo rifferama possente e classico, sostenuto dalla precisa sezione ritmica. È proprio qui, il problema: il rifferama è “troppo” classico, al punto da suonare stereotipato, il suono è sempre piacevolmente “anni ‘70”, ma se ai loro esordi i Wolfmother ci mettevano del loro, oggi sembrano solo riproporre un modo di suonare. C’è poi il problema della produzione, davvero deficitaria, che genera un suono piatto e confuso, quasi da demo. È un peccato, perché, con qualche sforzo in più ci saremmo trovati di fronte ad un prodotto di buona qualità: pezzi come Heavy Weight, pesante come da titolo, il quasi-punk di Feelings e la classicissima I Ain’t Got No riescono comunque a smuovere il nostro duro cuore di rockers.

Voto: 5.5/10
Luca Sanna

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