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16 agosto 2015 ,

Papa Mali

MUSIC IS LOVE

2015 - 429 Records
[Uscita: 17/03/2015]

 Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni     

 

maliSe il titolo vi evoca gli anni Sessanta e quell'immenso capolavoro che è “If I Could Only Remember My Name”, l'album che conteneva la canzone che dà il titolo a questo disco del bluesman americano Papa Mali, all'anagrafe Malcolm Welbourne, siete proprio nella giusta direzione: infatti è qui contenuta una bella e personale cover di quella canzone, uno dei classici del movimento hippie. E rappresenta bene quel legame tra ispirazione blues e psichedelia di cui troviamo traccia corposa in questo album. Papa Mali è nato in Mississippi e oggi è di stanza in New Orleans, come a dire il cuore black dell'America, oltre che sessionman, è voce solista dei 7 Walkers e collaboratore, fra gli altri, di M&M's. Per questo “Music Is Love” si è fatto produrre da John Chelew (Blind Boys of Alabama, Vic Chesnutt, Richard Thompson), con lui suonano Johnny Vidacovich (drums), Mike Dillon (vibraphone, tablas), Casandra Faulconer (bass), Dave Easley (pedal steel), Josh Paxton (Hammond organ, piano, farfisa) e The Harmonaires (vocals).

 

Dimenticavamo, ma è un dettaglio, Papa Mali è bianco, ma evidentemente dentro di lui batte un'anima nera, che pulsa amara e malinconica donando alle sue note una grande masuggestione e quella capacità evocativa di una lunga storia di lotta e sofferenza. Non a caso molte delle dodici canzoni scelte, accanto a canzoni originali da lui scritte in collaborazione con Shannon McNally, sono cover di grandi musicisti blues, Mississippi John Hurt, Lead Belly, Mississippi Fred McDowell, cui si affiancano cover di grandi songwriter come Randy Newman, la cui Let's Burn Down The Corn Field è uno dei brani più intensi e sofferti della raccolta e di Joni Mitchell, una For Free solo per chitarra che chiude degnamente il disco mali1trasportandoci in quei canyon nei quali si immaginava un futuro migliore e diverso. “Music Is Love” è album di solida interpretazione e ci presenta un musicista ispirato nelle cui vene scorre musica bella e giusta, il suo blues si bagna nel Mississippi, ma anche sul Pacifico della West Coast e ha fatto sua anche la lezione dei songwriters che hanno cantato l'America dei grandi spazi, dell'anarchico spirito di ribellione e della vita nelle sue mille sfaccettature.

 

Voto: 7/10
Ignazio Gulotta

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