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7 luglio 2013 ,

Orchid

THE MOUTHS OF MADNESS

2013 - Nuclear Blast / Kizmaiaz
[Uscita: 14/05/2013]

orchidPremessa necessaria. Gli Orchid in oggetto sono di San Francisco e non hanno nulla a che spartire con la band omonima del Massachusetts, tra l’altro da diversi anni già sciolti. Gli Orchid in questione sono un quartetto californiano e hanno radici ben ancorate e ispirazioni sin troppo chiare. Pubblicati da Nuclear Blast sembrano far parte di quella sfilza di band che ricalca sonorità tardo seventies. Come dire, gli Orchid stanno ai Black Sabbath quanto gli Scorpion Child stanno ai Led Zeppelin. C’è una differenza sostanziale però: gli Orchid hanno già superato la prova del nove per sfornare un secondo album coerente alla linea metallara occulta a cui si ispirano. Certo il rimando è continuo e riesce difficile un ascolto disancorato anche per i meno sabbathiani. “The Mouths Of Madness” si apre con una incalzante ed efficace title track, con suggestioni dalla metrica osbourniana e dal riff seducente. Più stoner che doom, il suono ruvido e dinamico si predispone al più classico degli headbanging. Il luogo temporale in cui si collocano è virtuosamente gli anni settanta, senza riserve.

 

In Marching Dogs Of War non mancano venature marcatamente blues ed heavy rock che arricchiscono il piatto. Il riff di apertura di Silent One sembra la versione psycho rock di South Of Heaven degli Slayer come fosse arrangiata da Toni Iommi. Nomad e Mountains Of Steel sono esempi di buon tradizionale heavy rock, seppur dai toni più epici ed evocativi. Leave It All Behind e le tracce che seguono ribadiscono lo stile e le possibili varianti entro i quali gli Orchid intendono esprimersi. Il loro rock’n’roll elettrico èOrchid contaminato anche da certa psichedelia e progressive ma comunque sempre con la reiterazione dello spirito sabbathiano nel pieno della sua forma musicale. Quindi anche qui come per gli Scorpion Child resta qualche perplessità dinanzi a cotanta impeccabile perfezione stilistica. Meriterebbero una lode ma, nonostante tutto, sono da promuovere con il minimo sindacale.

 

Voto: 6/10
Anthony Ettorre

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