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6 marzo 2016 ,

M. Ward

MORE RAIN

2016 - Merge Records
[Uscita: 06/03/2016]

Stati Uniti     #consigliatodadistorsioni      

 

10_700_700_533_m.ward_morerain_900pxTra il 'tempo catturato' nelle ballate nostalgiche del precedente “Hold time” tanta pioggia è trascorsa e adesso, a distanza di 4 anni, M. Ward, folksinger di Portland, Oregon, ritorna con un altro titolo evocativo di attese, “More rain”, un abbandonarsi dolce alla pioggia, un incedere lento, dentro le atmosfere intime dell'ascolto che ci riporta indietro verso tempi immaginari, e vive in un presente vintage che richiama i sixties. La voce in sordina accarezza il microfono in maniera delicata e le ritmiche stoppate di chitarra acustica fanno battere il piede senza distogliere la presa dal trasporto della melodia che si adagia sugli accordi di settima, maggiore, dominante o diminuita.

Come in un bel disco di country si percorrono lunghi tragitti in macchina tra la natura e ampi spazi che volgono da una parte all'altra, da una pioggia distorta dal vento ad una tranquillità interiore, ancora nostalgica del futuro verso qualcosa warddi indefinito (I'm listening (child's theme)), con dei fraseggi fluidi e distensivi -lo stesso Ward- sull'accompagnamento di Peter Buck dei R.E.M., nella lentezza che scorre di Slow driving man, nella veglia corale di Little Baby. La tinta timbrica della tromba in Confession, che giunge alla fine inaspettata come dalla profondità di un suono interiore, sembra un'autentica dichiarazione di verità.

L'incanto rimane placato al davanzale del passato di fronte alla pioggia che si lascia dietro i ricordi e restituisce la dimensione onirica del vissuto. Questa è l'esperienza dell'ascolto del nuovo lavoro di M. Ward, molto simile ai precedenti, ma non per questo meno ricco di contenuti, belle ballads e postumi folk; anzi, come solo di rado avviene in altri casi, la somiglianza ai precedenti dischi rappresenta qui la conferma della cifra stilistica tutta personale dell'artista.

 

Voto: 7/10
Sergio Spampinato

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