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9 dicembre 2012 , ,

People's Temple

MORE FOR THE MASSES

2012 - HoZac Records
[Uscita: 6/11/2012]

The People's Temple MORE FOR THE MASSES HoZac Records – 2012 La psichedelia degli anni 10 ha la faccia e il suono di questo quartetto del Michigan. Che dopo aver piacevolmente impressionato con il predente“Sons of Stone” (l'esordio pubblicato l'anno scorso sempre da HoZac) riprova a pestare il terreno e infestare l'aere con questo bellissimo “More for The Masses”. Un album che, a ben vedere, riesce in qualche caso a fare qualche passetto in avanti rispetto all'esordio, arricchendo il suono di una squisita verve weird garage anni 00-10. Dove “Sons of Stone” si presentava come una riuscitissima suite psychedelic rock di ascendenza sixties, quasi fosse un disco nato nel decennio sbagliato, questo “More For The Masses” sembra invece piantato nel “qui ed ora”. È come se questi ragazzi, dopo aver assimilato dosi improponibili di psichedelia texana degli anni '60 (leggasi 13th Floor Elevators) e di compilations Nuggets abbiano sentito la necessità di risputarla fuori in forme nuove e più adatte ai tempi che vivono. Questo intreccio passato-presente è ben rappresentato dalle due traccie che aprono il disco: la title-track, un pezzone stile Nuggets reinterpretato con una sana irriverenza a-la Thee Oh Sees; o la bellissima Blinding City, un solare garage freak che affoga in sabbie mobili spacey. La commistione è davvero ben riuscita e l'amalgama si erge possente sull'album facendone un piccolo capolavoro di psichedelia contemporanea.

 

Non ci sarebbe neanche bisogno di aggiungere altro, se non fosse per la presenza di altre gemme psichedeliche, veri e propri inni (e hit, se il mondo fosse un posto più giusto) all'acido lisergico che possono entrare di diritto negli annali del genere. Come la cavalcata Nevermore, che gioca alla perfezione con la psichedelia nuggets degli Electric Prunes. Non credo di esagerare dicendo che ci troviamo di fronte ad una I Had Too Much To Dream (Last Night) degli anni 10. Con Looter's Game si resta ancora nel paradiso della psichedelia garage, mentre House of Fools si cimenta con il suono acido dei Quicksilver Messenger Service, donandoci una piacevole ballata appena cantata e impreziosita da un bel lavoro di chitarre fuzzose e bluesy che sembrano giungere da un altro pianeta. Loose (Fire) riporta in vita il fantasma di Rocky Erickson (lo so, non è ancora morto, ma una parte di sé l'ha lasciata nei 60s) in un amplesso perfetto con il Ty Segall di “Goodbye Bread”

 

L'album prosegue su livelli alti, con altri pezzi riuscitissimi quali (The) Forest Speaks e Fortune Teller (la traccia più squisitamente sixties del lotto). The People's Temple MORE FOR THE MASSES HoZac Records – 2012 Poi ci si perde un po' sul finale, la prolissità si fa sentire e la noia rischia seriamente di prendere il sopravvento. Right From Wrong e, soprattutto, One Million To One e The River (Donovan's Song), non reggono il confronto con il resto e forse si sarebbero anche potute evitare in un disco come questo, altrimenti perfetto. Chiude invece più che degnamente la bella ballata profumata di oriente (Dark Dreams) Distant Memories, mandandoci a letto contenti e rilassati. “More For The Masses” si presenta dunque come un grandissimo disco, in grado di ridefinire i confini della psichedelia odierna. L'unica cosa che dobbiamo augurarci per il futuro è una maggiore attenzione per i tagli e le rifiniture, che è di lì che escono i capolavori.

 

Leonardo "Kaosleo" Annulli

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