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13 settembre 2014 , ,

Gemma Ray

MILK FOR YOUR MOTORS

2014 - Bronze Rat
[Uscita: 25/08/2014]

Gran Bretagna

Gemma-Ray-Milk-For-Your-MotorsL'affascinante inglese Gemma Ray arriva con "Milk for your motors" al suo quinto disco, il terzo negli ultimi tre anni. Davvero una produzione molto prolifica e gratificata da un livello qualitativo sempre dignitoso. Da recuperare il disco del 2012, "Island Fire" che tra le altre cose aveva una meravigliosa copertina simil-psichedelica. Nativa dell'Essex, Gemma Ray è attualmente residente a Berlino. Dotata di una voce molto accattivante ha confezionato una serie di album che molto spesso profumano di antiche melodie, anni sessanta e dintorni, facendosi spesso aiutare da artisti di livello come il grande Howe Gelb. E' una ragazza che ama le sfide, come dimostra il disco "It's a shame about Gemma Ray" (2010) dove si cimentava in ben 16 covers di artisti come Mudhoney, Gun Club oltre a mostri sacri come Buddy Holly, Etta James e Billie Holiday. E ne usciva davvero bene, dimostrando talento da vendere anche come interprete. Con il nuovo album "Milk for your motors" Gemma Ray si allontana definitivamente dall'immagine che molti si erano fatti di lei, una sorta di nuova PJ Harvey, come sembrava voler indicare il robusto esordio di "The Leader" (2008).

 

Il nuovo disco naviga lontano da quelle rotte ma è davvero molto piacevole già dal primo ascolto. Sono 13 innocenti composizioni  che si presentano con un gusto raffinato e cantate ancora meglio. Lo stesso Gelb presente ancora in questo lavoro ci fornisce unagemma apparizione-reading di grande spessore nell'apertura di The wheel, dove, viaggiando a ritroso nel tempo,  viene in mente la coppia Lee Hazelwood e Nancy Sinatra. Shake baby shake ha la melodia perfetta per allargare la sua fascia di pubblico, col refrain che entra subito in testa: a qualcuno sembrerà un po' sempliciotta ma è di bella fattura. Sapori retrò nella vibrante Motorbike, scritta con Alan Vega, la traccia più emozionante del disco, con tanto di fuzz guitar e drum machine e con finale a sorpresa affidato al singer dei Suicide. Ma sono irresistibili anche le varie  canzoni-confetto qui presenti, come When i kissed you, Desoto, Long live this life e l'anima soul che avvolge Waving at mirrors e Out in the rain. Un disco davvero riuscito che può e deve regalarle nuovi ammiratori. 

Voto: 7/10
Ricardo Martillos

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