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2 giugno 2012 ,

Paul Buchanan

MID AIR

2012 - Newsroom Records
[Uscita: 21/05/2012]

Paul Buchanan: MID AIR # Consigliato da DISTORSIONI

 

Un disco può suscitare l'insorgenza di immagini nella mente, nient'affatto collegate a impressioni prettamente musicali: sinestesie e impressioni cromatiche e olfattive profondissime. Una lievissima brezza che scorre via, frusciando, tra fioriture di glicini, talmente impercettibile da confinare col silenzio delle origini, ma pregna di profumi intensissimi che s'adagiano sul cuore, per non lasciarlo più. E' il caso del primo disco solista di Paul Buchanan, “Mid Air”, storico leader e cantante dei valorosi e sottovalutati Blue Nile, autori di taluni dischi, i primi due in specie, tra i più belli della storia del pop più raffinato. Una serie di cammei sonori dalla trama delicata e semplice, con la solita voce profonda e sapientemente modulata di Paul, e la presenza in assoluta preponderanza del piano, talvolta intarsiata di piccole trame per archi, in trasparenza quasi, iridescenze preziose e discrete come le ali di una libellula.

 

Mid Air,, la title-track apre il sipario, con estremo pudore, quasi, un sussurro, appena, su un leggerissimo tappeto di piano e archi, a disegnare cattedrali di nuvole nell'aria. A  rimarcare ulteriormente il mood del disco, e a ribadire con gentilezza quello che ci si deve aspettare, Half The World, sulla stessa lunghezza d'onda, voce, piano, un alito leggero d'archi, e atmosfere tardo-crepuscolari preludenti alla prima tenebra della sera. Impressione che vieppiù si rafforza con Cars In The Garden, una tenue melodia sgorgante per diretta effusione dalle fronde fruscianti degli alberi di un immaginario giardino. Il pathos della voce di Paul, raggiunge il suo vertice, fino a divenire lirismo puro e immacolato, nella  splendida Newsroom, mentre sul filo esile della memoria si gioca la melodia delicata di I Remember You, con accenti di puro cromatismo melanconico, esaltati dal suono lontanante e sfumato della tromba. Buy A Motor Car e Wedding Party, non fanno che ribadire la linea complessiva dell'album, virata tutta su un lucore appena percettibile che s'irradia dal centro della composizione e si diffonde nell'aria come una nebbia sottile.

 

La voce di Buchanan, poi, torna ad attingere vette di lirismo unico in Two Children e, soprattutto, nella fantasmagorica  Summer's On It's Way, dove il piano assume coloriture vagamente accennanti alla magia compositiva di Erik Satie. La bellezza armonica di brani quali My True Country, A Movie Magazine, Tuesday, Fin De Siècle, prelude come un lungo tappeto fiorito di note alla meravigliosa e conclusiva traccia di  After Dark, una sorta di fioritura sonora per la nascita dell'alba, giusta epitome dell'album, in forma di celebrazione liturgica per il nuovo giorno, a squarciare l'esile velo melanconico della notte, verso nuovi, aurorali,  poetici germogli.

Rocco Sapuppo
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