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11 giugno 2017 ,

Stephan Meidell

METRICS

2017 - Hubro
[Uscita: 27/04/2017]

Norvegia      #consigliatodadistorsioni

 

Per quanto possa suonare banale come affermazione, alcune delle produzioni più interessanti nell'ambito della sperimentazione provengono dalla Norvegia. Il chitarrista, compositore ed improvvisatore Stephan Meidell appartiene ad una schiera di musicisti (tra cui Cakewalk ed Erlend Apneseth Trio) che sembrano non aver né tempo e né voglia di perdersi in sottigliezze quali l'adesione ad un genere specifico, lasciando invece che la contaminazione segua il suo corso con naturalezza. Difatti "Metrics", il suo ultimo lavoro, non si presta a semplici classificazioni, il che non impedisce affatto che possa essere apprezzato facilmente da ascoltatori non identificabili come addetti ai lavori. Proviamo comunque a dare qualche coordinata; Meidell utilizza a piacimento elementi e strumenti provenienti dalla tradizione barocca (Hardanger fiddle, clavicembalo e violino barocco) all'interno di un contesto elettroacustico nel quale convivono anche chitarre, pianoforte preparato, clarinetti, batteria elettronica, sintetizzatori, tape machine e no-input-mixer.

 

Le composizioni dell'album prendono forma attraverso quel processo, ormai piuttosto colludato, che prevede che la musica suonata, in questo caso da un ensemble, venga poi editata in fase di post-produzione. Nel caso di "Metrics" il risultato è piuttosto pregevole; la timbrica degli strumenti barocchi riesce a sposarsi perfettamente con scarni, ma efficaci pattern ritmici di probabile derivazione minimal techno, mentre l'insieme restituisce StephanMeidell_bw-webspesso l'impressione che Meidell abbia saputo far propria una parte di estetica minimalista che potremmo far risalire a Steve Reich. Inutile stabilire poi se le manipolazioni dei nastri magnetici siano invece state suggerite dagli sperimentatori di musica concreta oppure dai Beatles più psichedelici. Non ultimo, infatti, emerge spesso un certo appeal rock che, unito ad un comprovato background jazz, aiuta ulteriormente l'album nella sua scorrevolezza. Meidell si dimostra un musicista discreto, attento a non scivolare in alcun tipo di virtuosismo, un compositore che sceglie anzi di prediligere il bilanciamento tra i piani sonori piuttosto che porre in evidenza la propria chitarra, provando di sapersi porre al servizio ultimo della musica. E alla musica speriamo di essere stati utili anche noi. Buon ascolto.

Voto: 7,5/10
Aldo De Sanctis

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