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5 aprile 2018 , ,

Adonai Atrophia

METAHISTORY

9 marzo 2018 - Eighth Tower Records
[Uscita: 9/03/2018]

Bulgaria

 

Prosegue incessante la ricerca della Eighth Tower Records e di Raffaele Pezzella aka Sonologyst verso un ambient oscuro, legato a ricerche nell'ambito dell'occulto, del mistero, dell'esoterismo. Quello qui presentato è la rinnovata edizione di un lavoro del bulgaro Plamen Kolev già uscito nel 2015 per la label del suo Paese Abandonment  e qui con due nuovi brani remixati e un nuovo missaggio curati da Sonologyst, tanto da poterlo considerare una nuova uscita, lo stesso autore ha dichiarato che ora «Metahistory si evolve e si sta evolvendo in qualcosa di più grande e appassionato». Un suo brano è stato incluso nella raccolta "Balkan Experimental Survey", della quale ci siamo occupati di recente. Il nome di Adonai Atrophia è utilizzato dall'artista bulgaro per le sue incursioni nello sciamanesimo cosmico, un viaggio nel mistero profondo dell'universo, del caos primordiale, del vero o apparente scorrere del tempo, una metastoria dove i piani temporali, passato, presente, futuro, si fondono. Il lavoro è ispirato allo studio che Veluvian, altro nome che Kolev assume come musicista, ha intrapreso sull'esoterismo, e in particolare sulla cabbala ebraica e sull'ismailismo, una corrente dell'Islam sciita dedita a culti esoterici.

 

"Metahistory" è un susseguirsi di sonorità che trasportano lontano dalla vile realtà quotidiana e proiettano in un universo parallelo non collocabile in un lontano iperuranio o nelle viscere misteriose del pianeta. Comunque lo si voglia interpretare (mai come in questo caso la lettura della musica apparirà diversa da ascoltatore ad ascoltatore) quello che Adonai Atrophia ci propone è la colonna sonora di un viaggio nei meandri più oscuri e misteriosi, un terreno dove la razionalità illuminista viene travolta dai demoni dell'occulto e dell'esoterismo. Il dolore sembra essere il protagonista di un brano come Al Awwal, tormentato da stridenti rumori e da lontane voci straziate e che sembra contraddire l'atmosfera cosmica e rilassata del brano iniziale The Infinite She, altro brano significativo del mondo musicale del musicista bulgaro è Malah Ga-Mavet, otto minuti che ci sprofondano negli inferi, suoni torbidi, misteriosi creano notturne inquietudini, mentre delle cavernose voci ripetono monotone un mantra portatore di angoscia e paura. Da sottolineare il lavoro che viene fatto sulle voci, che aasumono una funzione decisiva nell'evocare atmosfere torbide e inquiete. Se amate i suoni occulti, l'ambient più misteriosa, se Alistair Crawley e Gurdjeff vi sono familiari, questo interessante lavoro di Adonai Atrophia susciterà senz'altro la vostra attenzione. 

 

Voto: 7,5/10
Ignazio Gulotta

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