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24 settembre 2017 , , ,

Cornelius

MELLOW WAVES

2017 - Rostrum Records
[Uscita: 28/06/2017]

Giappone

 

cornelius 61iwCZ8H8hL._SY355_Il produttore e compositore nipponico Keigo Oyamada in arte Cornelius torna alla sua carriera di musicista. Mellow Waves” è l’ultimo disco, il suo sesto. Il silenzio senza incisioni di questi ultimi undici anni è in sintonia con l’indolenza del compositore giapponese, che dalla fine dei Novanta non è stato molto prolifico, solo tanti remix che lo hanno poi portato a concentrarsi verso altri progetti, tanto interessanti quanto un pò sconfortanti per chi lo ha seguito. Silenzio connotato con la sua musica, così delicata e libera da qualsiasi tipo di etichetta stilistica. Dopo “Sensuous“ la sua produzione si è concentrata sulla stesura delle colonne sonore come quella di “Ghost in the Shell: Arise“ e per svariati video game, e tutto faceva presagire che la sua carriera sarebbe proseguita su quella strada. Conosciuto soprattutto per il pastiche sonoro di “Fantasma“ del 1997, Cornelius in questo nuovo Mellow Waves continua nella creazione di momenti ambient e lounge music con giri chitarristici e di basso che disegnano composizioni lievi, pulite, estrose ma non troppo autoreferenziali. Una tavolozza sonora ben assortita e piacevole anche se a volte non riesce nell’intento di trasmettere quell’emozione che Oyamada vorrebbe.

 

Ammiccamenti alle produzioni easy listening sono sempre stati molto presenti nella sua produzione, genere tra l’altro molto popolare in Giappone e che non ha mai smesso di interessare tanti musicisti. Momenti ‘exotica jazzy’ e ‘chilllout’ si sentono fin dall’inizio con If You're Here che rimane anche il pezzo più pop. Va ricordato che Keigo Oyamada prima cornelius MELLOW_GR_20170717191039di essere compositore è, e rimane, un eccellente chitarrista, capace di scrivere musica che attinge dai generi più svariati. Mellow Yellow Feel e Dear Future Person ricordano non tanto vagamente il post rock dei Tortoise. La ballatona The Rain Song dà un senso alla sua etichetta di “Beck del Giappone”, gioca con le sovraincisioni elettroniche e ne esce un gran pezzo.

Tastiere e ritmi sincopati sono ben congegnati in Sometime/Someplace che sembra provenire dal repertorio dell’Arto Linsday infatuato del Brasile. La voce giapponese di Cornelius sembra sussurrata come se volesse accompagnare le melodie e non disturbarle. Mellow Waves cormette a fuoco un fulgido centro emozionale, un mondo sonoro retro-futuristico che Oyamada mette in musica, e per lui sembra la cosa più semplice del mondo. Pensieri che spesso diventano canzoni d'amore semplici e orecchiabili, anche se i momenti più pop sono anche quelli meno interessanti del disco. Quello che interessa di più è la brillantezza delle partiture che a volte è molto presente altre un po' meno, ma si percepisce come Cornelius cerchi di dare un tocco di unicità a tutti i brani. 

 

Voto: 6.5/10
Mauro Tomelli

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