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1 febbraio 2015 , ,

Gaz Coombes

MATADOR

2015 - Hot Fruit
[Uscita: 26/01/2015]

Inghilterra   #Consigliato da Distorsioni   

 

gazUno strano disco davvero questo "Matador" dell'ex Supergrass Gaz Coombes, alla sua seconda prova solista. Ad un primo ascolto lo si definirebbe pop, ma già al secondo si rende necessario il prefisso alternative per marcare le distanze. E dal terzo in poi ci s'incasina di brutto. L'elettronica di Buffalo in mezzo ad un pop-soul suadente e trasfigurato, i sontuosi crescendo quasi orchestrali, i loop ritmici reiterati e ipnotici. Visionario? Sì, senz'altro, ma in modo sfuggente: una sintesi fra ciò che potrebbe passare una radio discretamente commerciale e la sperimentazione eclettica sulla forma canzone anglofona. Così si balza da un attacco epico in stile Arcade Fire ad un rock 'n' roll sbarazzino per poi tuffarsi nell'inquieta wave di matrice 80's. Ovviamente, spesso e volentieri, nello stesso brano. 20/20 si abbandona a un dream-pop dilatato per poi ripiegare verso un electro-soul velato di nostalgia; The english ruse parte come un ossessivo beat 'n' roll nel quale s'innestano prima i Neu! e poi un'apertura romantica che cede sul finale e si trasforma in kraut noise.

 

In Detroit è ancora la batteria dei Neu! che apre e chiude un brano circolare. Seven walls è una ballata malinconica e intensa. Poi ancora elettronica minimale e passaggi acustici, certo spleen stile Radiohead e suggestioni che riportano ai migliori TV on the radio. Perfino una breve digressione di banjo(!) in Is it on? giusto per non farsi mancare nulla. Definiregaz1 bipolare l'umore di Gaz sarebbe davvero riduttivo. Eppure c'è che tutto fila via che è un piacere, con una coesione inattesa ma evidente. Le canzoni s'imprimono nella memoria. E quindi? Queste cose succedono di rado e solo quando il talento riesce a gestire le tante idee tenendole insieme, solo quando a sua volta sa gestirsi insomma. Ed è un fatto magnifico quello di poter dire, senza dubbi, bellissimo lavoro! Oggi Gaz Coombes ama il gospel urbano e ipermoderno, ma non disdegna affatto il buon vecchio brit dei Supergrass che furono: l'ibrido è riuscito.

Voto: 8/10
Andrea Fornasari

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