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10 settembre 2015 ,

Public Enemy

MAN PLANS GOD LAUGHS

2015
[Uscita: 27/07/2015]

Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni   

 

ManPlansGodLaughs coverAvevamo lasciato la posse neworkese Public Enemy sul finire del 2012 con la pubblicazione di ben due album. In quell'occasione, pur non esaltandone gli esiti, salutammo positivamente il ritorno di una delle realtà a dir poco fondamentali per la storia del rap e dell'universo  hip hop. "Man Plans God Laughs" ci consegna un Nemico Pubblico n°1 in gran forma che non sembra avere l'intenzione di abdicare al titolo conquistato sul campo sin dal lontano 1987. Meno serrato rispetto ad un tempo, il flow di Chuck D rimane al solito lucido e politicamente scorretto, focalizzato in primis sul tema del razzismo e delle sue varie manifestazioni, da quelle più violente a quelle più subdole e striscianti. Al centro, e non potrebbe essere altrimenti, il contraltare al dominio bianco è rappresentato dal potere della comunità afroamericana di mettere in atto non solo delle forme resistenziali ma anche importanti momenti di rilancio culturale e politico. I Public Enemy rappresentano, ancora e senza mezzi termini, la continuità di un fronte di lotta che, per quanto diffuso ed eterogeneo, non si è mai arreso alle sirene della pacificazione, dal momento in cui nei cardini della giustizia sociale si avvertono soprattutto dei sinistri scricchiolii. Da un punto di vista più strettamente musicale, l'album nasce dalla stretta collaborazione con il producer Gary "G-Wiz" Rinaldo, autore nel 2007 dei beats che hanno fatto la fortuna del singolo Harder Than You Think

 

chuck DGli elementi che animano Man Plans God Laughs sono innanzitutto il funk ed il soul ma virati ad un'elettronica spesso scura ma sempre misurata. Ne sono un ottimo esempio pezzi come No Sympathy From The Devil, Give Peace A Damn e Lost In Space, mentre un rock teso ed ipnotico caratterizza l'ottima title-track. Toni più rilassati li troviamo nell'autocelebrativa Me To We e soprattutto in Honky Tonk Rules, una sorta di reinterpretazione del classico dei Rolling Stones Honky Tonk Woman della quale persino lo stesso Keith Richards si è detto più che soddisfatto. Il brano sembra abbia rischiato di non poter essere pubblicato per via di questioni legate ai diritti d'autore la cui proprietà, va detto, non appartiene ormai da parecchio tempo alla storica formazione inglese. In Man Plans God enemyLaughs non mancano di certo le autocitazioni alle quali siamo abituati e sotto questo aspetto un pezzo come Praise The Loud richiama in maniera esplicita la Golden Age dell'hip hop, quel momento esplosivo della seconda metà degli anni '80 di cui i Public Enemy furono tra gli indiscussi protagonisti. Anche musicalmente, il brano è caratterizzato da un turntablism altrimenti quasi del tutto assente nell'album. Bring That Beat Back Man! Si, è il caso di dirlo, perchè di certe cose non ci stancheremo mai!

Voto: 7.5/10
Aldo De Sanctis

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