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9 agosto 2014 , ,

Alison May

LOVED/DARK

2014 - Misery Loves Co. Records
[Uscita: 29/07/2014]

alisonCOVERAlison May è nativa del Texas, dell'impronunciabile località di Waxahachie ma da almeno due anni ha scelto Oakland in California come sua base operativa. Ha un viso dolce e genuino che ispira subito simpatia e che la identifica come una ragazza semplice come non se ne vedono più. Quando abitava nella sua terra natia la lontananza da qualsiasi località d'interesse ha fatto sì che la ragazza ascoltasse e si appassionasse ai suoni e le canzoni dei migliori songwriter che il lettore della macchina del padre sapeva regalarle. Jackson Browne e Nick Drake al solito, ma non solo loro. Da lì nasceva non solo il desiderio di essere lei stessa compositrice delle sue canzoni ma pure quello di suonare ogni strumento in esse contenuto. Progetto ambizioso ma Alison aveva come si suole dire "spalle forti e robuste" al di là di un reale aspetto esteriore gracile e non proprio da peso massimo.  Con l'uscita dell'intimista "Earnest Keep" nel Gennaio 2013  il suo proposito iniziale era finalmente realizzato.  Composizioni scarne da perfetta cantautrice d'altri tempi, una voce che sapeva colpire nel segno, profonda e contemplativa. Con il nuovo album, "Loved/Dark" il salto qualitativo è evidente. 

 

alison 2Una vera e propria dichiarazione d'intenti, una prova di maturità che stupisce a momenti, vista la giovane età della sua interprete. Un disco molto più ricco musicalmente del precedente, con arrangiamenti più complessi e raffinati. Alison May si fa accompagnare per l'occasione dal basso di Michael Jude, dalle chitarre di Lester Price e Sean Nanos in un pezzo, The fountain e dal vibrafono di George Weber. Al resto degli strumenti, chitarra acustica, batteria e piano ci pensa lei in prima persona. Le 12 canzoni presenti in "Loved/Dark" rimandano alle sonorità sia di un mostro sacro come la Joni Mitchell della maturità che alle migliori interpreti degli ultimi anni, come le due Laura, Marling e Veirs, giusto per citare i due nomi che per primi ci balzano alla mente. Talvolta la May appare sognante, vedi Bad Timing - quasi un carillon - poi in Loved/dark, nella rarefatta Jon e nella scarnificata 10x2 che chiude l'album. Bella My ownALISON good con un ottimo lavoro di George Weber al vibrafono ed On goingcon cadenze stile signora del canyon.  Un disco che convince anche se non avvince verrebbe da dire, gradevole e riuscito in generale pur senza possedere canzoni che rimangono in testa. Ma in fondo è un disco realizzato col cuore e con il massimo intento della sua autrice di uscire dall'anonimato della provincia americana e di farsi largo in mezzo alle miriade di donne cantastorie che popolano gli States ma non solo. Un applauso alla brava Alison e non solo d'incoraggiamento.

 

Voto: 7/10
Ricardo Martillos

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