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4 ottobre 2015 , , ,

Dave Alvin and Phil Alvin

LOST TIME

2015 - Yep Roc Records
[Uscita: 18/09/2015]

Stati Uniti    #consigliatodadistorsioni     

 

alvinIl tempo non è mai perduto se lo si recupera bene come stanno facendo i fratelli Alvin, strade separate a lungo dopo la magia di gruppo Blasters ma ricongiunte da qualche anno. Dave Alvin e Phil Alvin, il piccolo di casa e il professore di matematica, il braccio e la voce ai tempi di Marie Marie e “American Music”, la chitarra e il microfono, la scrittura e l’interpretazione, ora sono una coppia di fatto, uniti dall’amore fraterno e dai ricordi lasciati sulla strada, quando il quartetto di Downey, California (c’erano anche il batterista Bill Bateman e il bassista John Bazz), infiammava gli anni Ottanta con un groviglio meraviglioso di rock’n’roll, hillbilly e gospel. Fedeli alla linea, fedeli al blues, fedeli a quel Big Joe Turner che in qualche modo con la sua band, i Blues Blasters, fu un’ispirazione, fedeli a tutto i ragazzi di casa Alvin tornano abbracciati per la nostra delizia a un anno da quel "Common Ground/The songs of Bill Broonzy" che diceva tutto della loro voglia di esserci ancora, e di esserci insieme, uniti. 

"Lost Time" guarda indietro, al suono che li ha forgiati e che mai li ha mossi dalla mattonella su cui ballano stretti gli amanti del rock’n’roll più più puro, e guarda avanti. E’ una promessa: dice in un certo senso ‘siamo i fratelli Alvin, cos’altro potremmo fare con queste facce qui? Lo faremo finché ci sarà benzina nel nostro pick up truck’. 

 

dave-and-phil-alvin-2015-promo-jeff-fasano-650x400E’ servito il tocco sinistro della morte a rimetterli insieme. Quella carezza fredda che non ha portato via Phil e il suo cuore malandato, ha dato una scossa alle finestre di casa e ha fatto ripartire la giostra. Che ora gira a meraviglia. Come altro definire le due voci che si alternano? Come etichettare, se non con un “wonderful”, le riletture di Willie Dixon (Sit down, baby), Big Joe Turner (Feeling happy) e James Brown (Please please please, il momento più alto del loro show che ha toccato anche l’Italia mesi fa)?

Dave compone sempre come un Dio del Blues (Rattlesnakin’ daddy), e si può dire che da tempo eguaglia le leggende 6765908-3x2-340x227che lo hanno ispirato e a cui il disco sembra indirizzare un eterno “thank you”. In New Orleans (Rising sun blues) di Lomax è folk e dolente in avvio, poi diventa un frizzante country; Cherry red blues (ancora Joe Turner) swinga come sanno fare in Texas; If you see my savior del Reverendo Thomas A.Dorsey si potrebbe definire un acoustic spiritual. Questo il campionario esposto nel soggiorno di casa Alvin. Impossibile resistervi in questi tempi di new music così poco eccitante. Fuori dal cancello, a Downey, c’è di nuovo la fila.

 

Voto: 7/10
Ermanno Labianca

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