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27 settembre 2014

Cymbals Eat Guitars

LOSE

2014 - Barsuk Records
[Uscita: 26/08/2014]

USA                                                                                                      # Consigliato da Distorsioni 

LOSEA tre anni dall’ultimo album i Cymbals Eat Guitars tornano alla ribalta con un nuovo lavoro che conferma la band newyorchese come una delle più rappresentative della scena indie rock moderna. Dopo la notorietà conquistata con il precedente “Lenses Alien” la posta in gioco era considerevolmente alta: mantenere le aspettative che avevano stuzzicato nel pubblico indie non era un’impresa facile, considerato il rischio di venire in fretta dimenticati se si toppa un disco che ha richiesto tre anni di fatica. I C.E.G. hanno raccolto e superato brillantemente la sfida, regalando un cd che è privo dell’effetto sorpresa che poteva vantare il lavoro precedente, ma che compensa questa mancanza con una sorprendente maturità stilistica, che sembra non sbagliare un colpo in nessuna delle 8 nuove canzoni. “Lose” incentra i propri testi, come suggerisce il titolo, sul tema della perdita: D’Agostino, il leader fondatore della band, opera un lavoro di autoanalisi che può sembrare a tratti intimista, ma che mai si nasconde dietro frasi retoriche o deboli luoghi comuni. E questo sembra quasi naturale, data la crudezza del suono che non permette scampo alle parole: i testi si devono più volte adattare a ritmi sparati a velocità ai limiti dell’hardcore, come nel caso di XR, un’anfetaminica dose di classico punk folk che non presenta nulla di particolarmente innovativo, se non fosse per l’inaspettato suono di un’armonica che emerge in mezzo a quintali di distorsore.

 

Il sound del disco è affine a quello degli altri due cd prodotti dal gruppo, tuttavia un punto di rottura con i lavori precedenti esiste: le sperimentazioni noise hanno molto meno spazio. L’attenzione compositiva è concentrata nella tessitura delle strutture delle canzoni, di una complessità incredibile. La musica, nonostante questa laboriosità, scorre fluida, senza eccessi tecnicistici, e le articolate melodie vengono costruite alternando in modo perfetto momenti di funambolismo con altri di totale stabilità, semplici riff che danno solidi puntieat d’appoggio all’ascoltatore. Esempio perfetto di questo approccio è LifeNet, una canzone che è allo stesso tempo facile da ascoltare e difficile da sentire distrattamente: l’orecchiabilità della traccia non è accompagnata da una struttura facile da seguire, con battute troncate a metà, cambi improvvisi di dinamica e una voce che per l’intero inizio del brano rimane nascosta, come fosse una intrusa tra il basso e la batteria. I momenti più alti del cd li ascoltiamo nelle due tracce che aprono l’opera: Jackson, un concentrato di melodie romantiche filtrate da una violenta rabbia rock; Warning segue con il suo mood le orme di band hardcore come i Trial Of Death e compie, con il suo irresistibile riff d’apertura, un duetto eccellente con la canzone precedente. Lose è quasi un miracolo: rappresenta e riassume il rock alternativo di questi ultimi anni, e allo stesso tempo lo scaglia (con nuova linfa e nuovi spunti) decisamente oltre l’ondata di clichè che ultimamente rischiano di sommergerlo.

 

Voto: 8/10
Lorenzo Berretti

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